Giovedi, 19 settembre 2019  

Trasporto pubblico, Bergamo risponde a Genova: “Il tram? Non è superato”

La città orobica festeggia 10 anni di tranvia con 33,5 milioni di passeggeri trasportati
2019-04-26T14:35:21+00:00

Tram superato? Macché. Arriva da Bergamo la risposta a distanza al sindaco genovese Marco Bucci che, presentando i piani per l’evoluzione del trasporto pubblico in città, ha asserito che “il futuro è il bus elettrico su gomma” e non su ferro. Nel frattempo gli orobici festeggiano in questi giorni i 10 anni della tranvia Bergamo-Albino e si preparano a realizzare la seconda linea coi soldi chiesti al Mit, proprio nella stessa call in cui Genova cerca di farsi finanziare le quattro filovie.

Il tram non è affatto un mezzo superato, non solo per la nostra esperienza. L’industria ferrotranviaria sta producendo soluzioni sempre migliori. Ci sono esperienze in altri Paesi europei come la Francia, dove la realizzazione di sistemi tranviari in città come Nantes e Nizza ha portato una grande innovazione anche di tipo urbanistico nelle città”, spiega Giovanni Scarfone, amministratore delegato di Teb, la società che gestisce la tranvia di Bergamo.

In dieci anni il tram T1, che riprende il tracciato storico di 11 chilometri tra Bergamo e Albino in val Seriana, ha trasportato 33,5 milioni di passeggeri. Una situazione simile alla Valbisagno, dove la domanda sarebbe ancora più alta.

“Bisogna avere un approccio non ideologico ma basato su valutazioni tecniche, bisogna individuare la domanda acquisibile dai vari sistemi nei vari contesti e in base a quello scegliere la soluzione tecnologica. Oggi il tram garantisce qualità del servizio, frequenza, velocità, accessibilità”, aggiunge Scarfone.

Genova ha scelto il filobus per diverse ragioni: i minori costi di realizzazione, l’impatto più contenuto dei cantieri, la possibilità di coprire con una sola tranche di finanziamenti – pari a 547 milioni – tutti gli assi viari principali, l’idea di una prossima evoluzione verso l’elettrico svincolato da cavi o rotaie. Ma anche le interferenze col traffico privato molto più blande rispetto al tram.

Per aumentare la capacità si pensa di acquistare mezzi da 24 metri, che però non sono ancora omologati. E nel futuro (non così prossimo) per la tratta Brignole-Molassana c’è anche lo ‘Skytram‘, una monorotaia su piloni che costa 350 milioni, da chiedere a Roma tra qualche mese. Al momento, comunque, il ministero non ha ancora risposto. “Abbiamo fornito una visione complessiva della mobilità cittadina e non una sola linea, questo è il punto di forza”, ribadisce il vicesindaco e assessore alla mobilità Stefano Balleari.

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