Tragedia al Luna Park di Spotorno: in carcere i gestori del parco dove è morto un minorenne a luglio

di Maria Mantero

Il provvedimento riguarda i fatti avvenuti nella serata tra il 16 e il 17 luglio 2026 al Luna Park di Spotorno, dove una vittima minorenne è deceduta mentre utilizzava l'attrazione "calciometro"

Questa mattina è stata eseguita l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Savona su richiesta della Procura, nei confronti dei coniugi T.M. e G.S., gestori di attrazioni per spettacoli viaggianti. I due sono accusati di omicidio colposo e frode processuale. E' quanto si legge nel comunicato dei Carabinieri.

Il provvedimento riguarda i fatti avvenuti nella serata tra il 16 e il 17 luglio 2026 al Luna Park di Spotorno, dove una vittima minorenne è deceduta mentre utilizzava l'attrazione "calciometro", di proprietà di un'altra persona anch'essa sottoposta a indagine per gli stessi fatti.

Secondo le prime risultanze, la causa del decesso è stato un arresto cardiocircolatorio provocato da folgorazione elettrica.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Savona, sono ancora in corso e vengono condotte dalla Polizia Municipale di Spotorno, dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Savona e dalla Stazione Carabinieri di Spotorno.

Secondo l'ipotesi accusatoria, ritenuta fondata dal GIP allo stato attuale del procedimento, il "calciometro" — l'attrazione su cui la vittima è stata folgorata — sarebbe stato collegato tramite un cavo elettrico alla giostra "seggiolini", di proprietà dei due indagati. Dopo il tragico evento, secondo l'accusa, gli indagati avrebbero cercato di occultare questo collegamento: fornendo versioni non veritiere, alterando lo stato dei luoghi, rimuovendo e nascondendo cavi elettrici e modificando l'impianto della loro attrazione.

Si tratta di un'ipotesi accusatoria formulata sulla base dello stato attuale delle indagini: si fonda sulle dichiarazioni raccolte, sul confronto tra le fotografie scattate subito dopo l'incidente e quelle successive al sequestro dell'area, e sull'esito di una perquisizione che ha portato al ritrovamento di oggetti visibili in alcune foto, ma assenti al momento del primo sopralluogo.

Il provvedimento restrittivo, di natura cautelare e urgente, è stato disposto per evitare l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, a tutela della genuinità delle indagini.

Gli accertamenti tecnici per stabilire le cause precise della tragedia sono ancora in corso. La relazione peritale, attualmente in fase di elaborazione nel contraddittorio tra le parti, non è stata ancora depositata: solo al termine di questi complessi accertamenti sarà possibile assumere decisioni sull'esercizio dell'azione penale.

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