Tragedia di Begato, ulteriori accertamenti nell'appartamento. Il papà sentito dagli investigatori

di RC

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Gli agenti della Squadra Mobile sono tornati a Begato insieme agli specialisti della Polizia Scientifica per effettuare ulteriori accertamenti: l'attenzione si è focalizzata in particolare sul balcone

Tragedia di Begato, ulteriori accertamenti nell'appartamento. Il papà sentito dagli investigatori

"Prosper era vivace, ma anche molto intelligente". È una delle poche frasi pronunciate questo pomeriggio agli investigatori della Squadra Mobile dal padre del bambino di cinque anni, tragicamente scomparso ieri dopo essere precipitato dal balcone di un appartamento al terzo piano nel quartiere di Begato, a Genova. Poco dopo, l'uomo — un operaio edile di 39 anni, già accompagnato ieri in ospedale e poi dimesso — ha avuto un nuovo tracollo emotivo e ha iniziato a invocare il nome del figlio, rendendo impossibile proseguire la testimonianza.

Ieri mattina l'operaio si trovava al lavoro in cantiere quando si è consumata la tragedia. Quando ha raggiunto la moglie all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, dove la donna è tuttora ricoverata, lei è riuscita soltanto a riferirgli che si trovava sotto la doccia mentre Prosper stava giocando in casa. La portafinestra era rimasta aperta a causa del forte caldo.

Gli investigatori hanno ascoltato anche le maestre d'asilo del piccolo, le quali hanno confermato che il bambino era vispo ed esuberante. Tra pochi giorni avrebbe dovuto iniziare la prima elementare e proprio ieri, insieme alla mamma, sarebbe dovuto andare ad acquistare i libri di testo. Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni, in attesa dell'autopsia sul corpicino; al momento il fascicolo resta privo di ipotesi di reato, poiché nessun elemento emerso finora lascia presagire una dinamica diversa da quella di una tragica fatalità.

Nel frattempo, gli agenti della Squadra Mobile sono tornati a Begato insieme agli specialisti della Polizia Scientifica per effettuare un ulteriore sopralluogo nell’appartamento, preso in affitto quattro anni fa dalla famiglia d'origine nigeriana. All'interno l'abitazione si presentava ordinata, salvo per alcuni asciugamani e un accappatoio sistemati in modo precipitoso in bagno, elemento che conferma l'utilizzo della doccia nei momenti precedenti all'incidente.

L'attenzione degli investigatori si è focalizzata in particolare sul balcone: il parapetto e la ringhiera presenterebbero un'anomala curvatura, riconducibile con ogni probabilità al degrado strutturale accumulato nel tempo. Guardando la struttura dall’interno, l'impressione è che un bambino propenso ad arrampicarsi potesse riuscire a sporgersi senza eccessiva difficoltà, pur in assenza di sedie o sgabelli nelle immediate vicinanze ad agevolarne la salita.

L'allarme è scattato alle ore 12:38, quando la centrale operativa del 118 di Genova ha ricevuto una richiesta di intervento per la caduta di un bambino da un'altezza di circa 15 metri. Grazie alla prontezza degli operatori, oltre ai mezzi di soccorso di base è stato immediatamente attivato l'equipaggio d'emergenza avanzato con medico a bordo (MSA tipo 2). Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione, per il piccolo non c'è stato nulla da fare: i sanitari ne hanno dovuto constatare il decesso prima di arrivare in ospedale. 

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