Savona: morta 20enne vittima di overdose dopo tre giorni di agonia, lascia una bimba piccola

di R.C.

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Le sue condizioni erano apparse da subito disperate, con un quadro neurologico compatibile, secondo le valutazioni sanitarie, con una grave intossicazione

Savona: morta 20enne vittima di overdose dopo tre giorni di agonia, lascia una bimba piccola

Non ce l’ha fatta Alexandra Bardelle, la giovane mamma di 20 anni residente a Cengio, morta dopo alcuni giorni di coma in seguito al gravissimo malore accusato nella notte tra venerdì e sabato a Laigueglia, dove si trovava insieme al fidanzato. Lo scrive il Secolo XIX.

La ragazza (foto da Facebook), conosciuta in zona anche per il suo lavoro come barista, era stata soccorsa e trasportata all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Successivamente era stata trasferita all’ospedale di Imperia e infine al San Paolo di Savona, dove i medici hanno continuato a tentare di salvarle la vita. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate, con un quadro neurologico compatibile, secondo le prime valutazioni sanitarie, con una grave intossicazione.

È stata dichiarata la morte cerebrale. La famiglia ha scelto di autorizzare l’espianto degli organi, trasformando una tragedia immane in un gesto di solidarietà verso altre persone.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Savona. I carabinieri stanno ricostruendo le ore precedenti al malore e soprattutto la provenienza delle sostanze che la giovane avrebbe assunto. L’obiettivo degli investigatori è capire che cosa sia accaduto quella notte, quali sostanze siano state consumate e chi le abbia eventualmente cedute ad Alexandra.

Tra gli elementi al vaglio c’è anche quanto riferito dalla madre della ragazza, che avrebbe ipotizzato che qualcuno possa averla indotta ad assumere le sostanze. Si tratta, al momento, di un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti degli investigatori.

Particolarmente importante sarà stabilire la natura delle sostanze assunte. Gli esami dovranno chiarire se si sia trattato di una singola droga o di una combinazione di sostanze, eventualmente associata all’alcol, e se nel mix vi fossero componenti particolarmente pericolose. Non è quindi possibile, allo stato attuale, stabilire con certezza quale sostanza abbia provocato il gravissimo quadro neurologico.

A Cengio e in Val Bormida la notizia ha suscitato profondo dolore. Alexandra lascia una famiglia e una bambina, mentre sul fronte giudiziario restano ancora da chiarire molti aspetti di quella notte. Saranno gli accertamenti della Procura e dei carabinieri a stabilire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.

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