Il tour in musica dal Teatro Paganini alla Sala Sivori

di Giulia Cassini

Il percorso tra i teatri storici di Liguria di Roberto Iovino con Nicole Olivieri

Prosegue il format di Telenord tra i teatri storici della Liguria ideato dal critico musicale Roberto Iovino, in questa puntata con la partecipazione della musicista Nicole Olivieri. Dopo aver riscoperto i palcoscenici più antichi della città vedrete una panoramica a Genova alla ricerca delle tracce dei cosiddetti “satelliti” del Carlo Felice, quei teatri privati che nell’Ottocento svolsero un’attività di primo piano nel campo del teatro musicale.

 

Via Caffaro davanti allo spazio del Teatro Paganini

R.I. "Eccoci dunque in via Caffaro. Qui, il 9 aprile 1855 veniva inaugurato un nuovo teatro destinato a diventare uno dei palcoscenici più prestigiosi della città. L’impresa Sanguineti che contemporaneamente gestiva il Carlo Felice chiese a Verdi di poter intitolare con il suo nome il nuovo palcoscenico. E al suo rifiuto lo chiamò Teatro Paganini.

Sala elegante con 5 ordini di palchi e loggione. Il Paganini venne inaugurato con Rigoletto e in seguito propose non pochi appuntamenti musicali di rilievo. Basta ricordare che il 26 novembre 1881 presentò per la prima volta a Genova, Carmen di Bizet. Fra il pubblico c’era il filosofo Nietzsche che in quel tempo soggiornava a Genova".

 

Parco dell’Acquasola - Corvetto

N.O. "Ed eccoci nel parco dell’Acquasola. In questa zona, nel 1826 era stato costruito lo stabilimento delle montagne russe, sorta di modesto ma redditizio luna park. L’attività durò due anni e sulla stessa area venne successivamente edificato un grande teatro diurno, un anfiteatro all’aperto con circa 3000 posti, platea circolare e una pista intorno.

L’inaugurazione ebbe luogo nel 1832 e il nuovo locale fu adibito a ogni tipo di spettacoli con una prevalenza del genere equestre e di quello circense.

Alla fine degli anni Sessanta, il Teatro mutò ancora fisionomia. Venne coperto, rinnovato e assunse la denominazione di Politeama Genovese. L’inaugurazione avvenne il 4 giugno 1870 con l’opera di Errico Petrella I promessi sposi.

Il Politeama Genovese aveva un’ottima capienza e poteva ospitare sia l’opera lirica che la prosa. Ospitò prime importanti. Basta ricordare il 15 giugno 1880 il debutto cittadino di Wagner con Lohengrin, o, più avanti, le prime genovesi di Manon, Navarraise e Thais di Massenet, di Boheme, Tosca e Butterfly di Puccini". 

 

Via XX Settembre

R.I. "Tornando agli anni Cinquanta accanto al Teatro Colombo aperto in Portoria nel 1852 e al Teatro Apollo inaugurato nel Borgo dei Lanieri nel 1853, si deve ancora segnalare, nel 1855 l’apertura del Teatro Doria destinato a svolgere un ruolo di primo piano sul finire del secolo e nel Novecento con il nuovo nome di Politeama Regina Margherita. Il teatro poteva contenere 2000 posti a sedere e comprendeva un ampio atrio, spaziosi corridoi, scalinate per accedere ai palchetti, una vasta platea illuminata da lampade a gas e da un grande lampadario, quattro ordini di palchi, un loggione, tre locali per il caffè e persino una comoda scuderia capace di circa 24 cavalli in caso di spettacolo equestre". 

 

Teatro Modena a Sampierdarena

N.O. "Infine ci siamo spostati a Sampierdarena che come è noto nell’Ottocento era Comune a sé: lì fu la borghesia a volersi dotare di un proprio teatro in un momento in cui grazie alla fondazione dell’Ansaldo stava sviluppandosi l’economia del territorio.. Nacque così il Teatro Modena su progetto dell’architetto Nicolò Bruno, aperto nel 1857 con l’opera di Carlo Pedrotti, Tutti in maschera.

Oggi il Modena è l’unico palcoscenico genovese ancora con la struttura all’italiana e i palchetti, in quanto è stato l’unico uscito quasi indenne dalle bombe della seconda guerra mondiale".

 

Davanti al nuovo Politeama Genovese

R.I. "E arriviamo così al secondo conflitto mondiale e ai drammatici bombardamenti che misero in ginocchio l’attività teatrale cittadina. Scomparvero il Paganini  il Genovese, il Margherita, lo stesso Carlo Felice, come si vedrà, fu sventrato dalle bombe incendiarie. Nel dopoguerra, dunque, cominciò la lenta fase della ricostruzione e qualche palcoscenico riapparve, completamente trasformato. Non più i teatri all’italiana di un tempo, ma sale di diversa concezione ricavate nei fondi dei nuovi palazzi. Così fu per il Politeama Genovese rimesso a nuovo nel 1955, o per il Politeama Margherita tornato all’attività nel 1957 e destinato poi per decenni ad assumere l’oneroso compito di ospitare il Comunale dell’Opera".

 

Davanti alla sala Sivori

R.I. "E il nostro viaggio termina qui davanti al Cinema Sivori per ricordare la sala Sivori creata da Giuseppe Bossola nel 1869. Una sala importante perché per decenni fu il tempio della musica sinfonica e da camera. Bossola  era un artista estroso, abile organista, che capitato a Genova  nel 1856 per imbarcarsi, entrò per caso nella Chiesa di Sant’Ambrogio dove stava per essere inaugurato il nuovo organo. Lo provò e fu invitato a partecipare al concorso per il posto di organista. Lo vinse e si stabilì a Genova. Nel 1860 aprì un negozio di musica accanto a quella che sarebbe diventata appunto la Sala Sivori e che si trasformò in breve nel luogo privilegiato di incontro di tutti i musicisti genovesi".

 

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