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Politica
di R.P. ·
Pistacchi (SestriAmo-Forza Italia): "Ancora una volta Solinas e i suoi non sono in grado di prendere una posizione di centrodestra"
Verrà rimosso dalla facciata del Comune di Sestri Levante lo striscione “Verità per Giulio Regeni”, esposto da dieci anni come segno di attenzione istituzionale sulla vicenda del ricercatore italiano, torturato e ucciso in Egitto nel 2016.
La decisione è stata assunta dal Consiglio comunale attraverso una delibera approvata dalla maggioranza. Il provvedimento ha suscitato la reazione dei Circoli Pd di Sestri Levante, Riva e Santa Vittoria, che hanno espresso il proprio dissenso rispetto alla rimozione.
La vicenda di Giulio Regeni continua a rappresentare un tema particolarmente sensibile nel rapporto tra istituzioni, tutela dei diritti umani e ricerca della verità sulle responsabilità legate alla sua morte. Lo striscione era diventato, negli anni, un simbolo della richiesta di fare piena luce sulla vicenda.
La discussione sulla rimozione dello striscione era stata avviata attraverso una specifica mozione, ridefinita previo collegamento alla sentenza di primo grado: sarebbero quindi arrivate "verità e giustizia" e la decisione non sarebbe politica.
Il Partito democratico interviene comunque sulla decisione dell’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria di Regeni e di proseguire l’impegno per l’accertamento della verità. "Rimuovere lo striscione non cancella la vergogna: Sestri merita altro", affermano i Circoli Pd di Sestri Levante, Riva e Santa Vittoria. "È una ferita profonda per la democrazia quando le istituzioni decidono di spegnere i propri fari al riparo dal confronto", prosegue la nota, che contesta la scelta del Comune di rimuovere lo striscione e richiama il valore della memoria e della ricerca della verità sulla morte del giovane ricercatore. Secondo il Pd, "storia e memoria non si cancellano con un voto" e la vicenda Regeni dovrebbe continuare a essere ricordata dalle istituzioni. I Circoli concludono ribadendo che "finché non ci sarà verità per Giulio", resta necessario mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.
Arriva anche il distinguo di Diego Pistacchi (SestriAmo-Forza Italia): "Tre anni fa sono stato, con il collega Marco Conti, il primo a presentare una mozione per la rimozione dello striscione. Mozione che venne però bocciata da Solinas e dai suoi. La decisione, seppur tardiva, non avrebbe potuto che vedermi favorevole. Purtroppo invece, ancora una volta, la maggioranza ha scelto di evitare di prendere posizione. Il sindaco ha preteso che la rimozione fosse subordinata alla sentenza di primo grado sul caso Regeni. Un modo per dire che rimuoverà lo striscione solo perché superato, in quanto verità e giustizia sono state fatte. La maggioranza è spaccata anche su questo e cerca escamotage, tra l'altro giuridicamente infondati: una sentenza di primo grado, qualunque essa sia, non rappresenta né verità né giustizia. L'unica verità è che Solinas e i suoi, che avevano rimesso lo striscione anche quando si era accidentalmente staccato, non sono in grado di prendere una posizione di centrodestra".
Quindi la replica del sindaco Francesco Solinas: "A Sestri Levante ci sono amministratori e dipendenti comunali impegnati nel migliorare, tenere pulita, in ordine, accogliente la città. Impegnati nel sociale e a risolvere le piccole grandi problematiche dei cittadini. Attenti alle esigenze del comparto turistico, importante volano della nostra economia. Impegnati nei confronti con le realtà del territorio – come ad esempio Fincantieri - e con gli enti sovraordinati su argomenti fondamentali per la città come il trasporto pubblico o la sanità. E poi c’è l’opposizione, il Pd e i consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia, tutti impegnati a scrivere decine di comunicati sugli argomenti più disparati cercando continuamente le polemiche per provare a screditare o oscurare l’operato dell’Amministrazione. A questi "signori del no e del caos” diciamo che Sestri Levante ci ha eletti per risollevare la città dalle “macerie” amministrative che i nostri predecessori, il Pd, hanno lasciato e non per prestare perdere tempo nelle continue polemiche populistiche. Non sono i social il luogo deputato dove discutere e argomentare ma è il Consiglio comunale (facile non presentarsi e poi criticare) in cui - ad esempio - abbiamo votato di rimuovere lo striscione dopo la sentenza che farà “verità” giudiziaria sull’assassinio del povero Regeni. Cosa vorrebbe il PD e il suo apparato di consenso ideologico? Lasciare lo striscione per sempre? E ora, se volete scusarci, abbiamo una città da governare".
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