Scolmatore del Bisagno, a ottobre parte la gara ma il torrente fa ancora paura

di Fabio Canessa

Rimosse dall'alveo le piante infestanti, Ferrante: "Serve la riprofilatura degli argini"

Fa sempre paura il Bisagno a Genova mentre si avvicina la stagione delle piogge. I lavori sul torrente non si fermano e anche l'ultimo tassello, quello dello scolmatore, sta per andare al suo posto. Nel frattempo, però, sulle sue sponde rimane vivo il ricordo delle ultime devastanti alluvioni.

Nella prima metà di agosto sono partiti i lavori per ripulire il greto dalla vegetazione infestante nel tratto che va da ponte Carrega a ponte Castelfidardo. Ma anche gli ultimi giorni d'estate tra agosto e settembre sono a rischio. Un esempio? Il nubifragio del 2015, quando il torrente minacciò di esondare a meno di un anno dall'ultima alluvione.

Pericolo scampato, quella volta, per una ventina di centimetri. Se lo ricorda bene il presidente del municipio Massimo Ferrante, che lancia un nuovo allarme e se la prende con Tursi: "Il 25 giugno ho chiesto la pulizia e la riprofilatura degli argini. Siamo contenti che siano sparite almeno le erbacce più infestanti, ma non confondiamo le cose: la riprofilatura è un lavoro ben diverso. Servono le ruspe per dragare tutti i sedimenti che si sono accumulati intorno ai fornici. L'ultima è stata eseguita proprio nel luglio 2015 e furono portati via 30mila metri cubi di materiale. Finché non ci sarà lo scolmatore si gioca tutto sui centimetri".

"Abbiamo dato priorità alle situazioni più pericolose", replica l'assessore ai lavori pubblici Paolo Fanghella che ha varato un piano da 54 interventi su tutti i corsi d'acqua genovesi che dovrebbero concludersi entro ottobre.

E se il tratto a valle del Fereggiano, che nel 2011 ha seminato morte, può dirsi sicuro grazie allo scolmatore ormai ultimato a parte le rifiniture di facciata, non è così per il corso d'acqua principale. I lavori dell'ultimo lotto della copertura a Brignole procedono a ritmo deciso. Se non ci saranno intoppi ne avremo ancora per un anno, con chiusura prevista nell'estate 2020.

La buona notizia riguarda invece lo scolmatore del Bisagno, cioè la galleria da 6,6 chilometri che capterà l'acqua del torrente alla Sciorba e la porterà in mare all'altezza di corso Italia, dove sbocca il tubo che raccoglierà Fereggiano, Noce e Rovare. Tra settembre e ottobre, come trapela dalla struttura commissariale guidata da Toti e Giampedrone, partirà ufficialmente la gara per l'assegnazione dei lavori. Un appalto unico bandito da Invitalia, per un importo di 204,4 milioni, che ne farà il cantiere più importante a Genova dopo quello del ponte sul Polcevera.

Già prevista la consueta cerimonia istituzionale con Toti, Bucci e il futuro ministro dell'ambiente, con tanto di pulsante simbolico per dare il via alla procedura. Da lì passeranno 6-7 mesi per individuare la ditta. Per finire tutto serviranno circa tre anni, mese più mese meno, armandosi del solito ottimismo.

Fabio Canessa