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Santo Stefano d'Aveto, la beffa del meteo: tanta neve ma impianti sciistici chiusi

di Redazione

"Qui si potrebbe sciare in sicurezza", dice il direttore degli impianti Pietro Squeri, che lancia un appello: "Venite comunque a visitare il paese"

"Era da anni che non nevicava così ad inizio dicembre, prima del ponte dell'Immacolata, e proprio ora che è arrivata la neve siamo costretti a rimanere chiusi: una bella beffa". A dirlo è Pietro Squeri, direttore degli impianti sciistici di Santo Stefano d'Aveto, unica località  in provincia di Genova fornita di piste e impianti.

"Si poteva sciare in sicurezza, qui sugli Appennini come sulle Alpi", sottolinea Squeri, ospite del programma di attualità di Telenord Fuori Rotta. "Le normative permettono di spostarsi in hotel e seconde case, quindi gli assembramenti nelle località sciistiche con tutta probabilità si formeranno lo stesso. Si sarebbe potuto studiare una normativa ad hoc, scaglionare gli ingressi nei rifugi, ridurre la capienza degli impianti, le soluzioni c'erano".

La chiusura fino al 7 gennaio degli impianti sciistici, a Santo Stefano d'Aveto come altrove, rischia di dare una vera e propria mazzata al settore. "Penso che registreremo un calo del 50% del fatturato", afferma Squeri. "In più bisogna considerare tutto l'indotto che generiamo, lo sci attira turisti e fisitatori che poi fanno lavorare tutti gli esercenti.

Anche se ha dovuto chiudere, Squeri lancia comunque un appello a venire a Santo Stefano:"Bisogna trovare un modo per sostenere un'economia montana che rischia di rimanere senza risorse fino a giugno del 2021"