San Martino, ecco la nuova palestra robotica per la riabilitazione: investimento da 600 mila euro

di Redazione

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San Martino, ecco la nuova palestra robotica per la riabilitazione: investimento da 600 mila euro

GENOVA – Undici studi clinici, figure professionali formate ad hoc e una palestra dotata di tecnologie robotiche e sistemi avanzati per l’analisi del movimento. È il risultato raggiunto all’AOM – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino con Fit for Medical Robotics (Fit4MedRob), un’iniziativa di ricerca della durata di 48 mesi, finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC) al PNRR che ha l’obiettivo di valutare se la robotica possa cambiare il modo di fare riabilitazione. I fondi assegnati all’AOM – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino sono stati pari a 1,3 milioni di euro, cifra investita dall’ente nelle attività di ricerca progettuali e nell’implementazione dell’infrastruttura necessaria alle sperimentazioni.
Fit4MedRob, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), coinvolge un network di
25 partner tra centri di ricerca, strutture cliniche e aziende e la Fondazione omonima, che
rappresenta il centro di gestione del programma di ricerca a livello nazionale, conta tra i suoi soci
fondatori anche l’AOM – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino. All’interno del consorzio,
l’ente svolge un ruolo clinico e di ricerca, mettendo a disposizione competenze specialistiche,
pazienti e ambienti dedicati alla valutazione delle tecnologie e alla realizzazione di studi clinici. Il
coinvolgimento di professionisti con competenze multidisciplinari in campo riabilitativo è parte
integrante delle attività del progetto e ha permesso di rafforzare l’expertise già acquisita nella
riabilitazione e nella gestione dei pazienti fragili.
“La palestra riunisce tecnologie diverse, ciascuna pensata per supportare specifiche fasi del
percorso riabilitativo e per raccogliere informazioni utili alla valutazione della mobilità – afferma il
prof. Angelo Schenone, Direttore Scientifico f.f. dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino
e referente scientifico del progetto per il San Martino -. Un sistema robotico permette di
associare la verticalizzazione del paziente alla mobilizzazione ritmica degli arti inferiori, favorendo
il recupero del movimento già nelle fasi iniziali del percorso. Gli esoscheletri supportano invece il
training del cammino e dell’uso dell’arto superiore, accompagnando il movimento durante gli
esercizi. Le tecnologie basate sulla realtà virtuale combinate con sistemi di rilevazione del
movimento interattivi e personalizzati e, da ultimo, tappeti sensorizzati permettono di analizzare il
cammino attraverso una precisa misurazione dei parametri del passo”.
“La nuova palestra robotica del San Martino dimostra come ricerca, innovazione e competenze
professionali possano lavorare insieme per migliorare i percorsi di riabilitazione – sottolinea
Massimo Nicolò, Assessore alla Sanità di Regione Liguria -. Parliamo di tecnologie avanzate,
dalla robotica alla realtà virtuale, che consentono di studiare trattamenti sempre più personalizzati e
di misurare con maggiore precisione i progressi dei pazienti. La sfida è portare i risultati della
ricerca nella pratica clinica, mettendo l’innovazione al servizio delle persone e affiancando, non
sostituendo, il lavoro dei nostri professionisti. Il fatto che al San Martino siano già attivi 11 studi
clinici nell’ambito di un progetto nazionale come Fit4MedRob conferma il valore della nostra sanità
anche sul fronte della ricerca e della capacità di sperimentare nuove soluzioni per la cura e la
riabilitazione”.
“La nuova palestra robotica dimostra in modo concreto come le risorse del PNC al PNRR possano
tradursi in un valore duraturo per il nostro Ospedale e per i pazienti - dichiara Monica Calamai,
Direttore Generale AOM Liguria -. Con Fit4MedRob abbiamo investito 1,3 milioni di euro in
ricerca e infrastrutture, rafforzando la vocazione del San Martino come IRCCS in cui attività clinica
e attività scientifica procedono insieme. Essere tra i soci fondatori della Fondazione Fit4MedRob e
far parte di una rete nazionale di 25 partner significa contribuire in prima linea a definire come la
robotica potrà entrare nei percorsi riabilitativi del Servizio sanitario. La tecnologia, però, da sola
non basta: il vero investimento sono le persone, i professionisti che in questi anni hanno sviluppato
competenze nuove e che oggi possono offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più efficaci”.

 

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