Sampdoria, Corradi: “Con la Cremonese partita che dà stimoli. Vindahl titolare, Meijer dalla panchina”
di Luca Pandimiglio
Le parole di Bernardo Corradi alla vigilia dell'esordio in Coppa Italia contro la Cremonese a Bolzano.
Come stanno i tre nuovi acquisti e a che punto sono nel loro inserimento?
«Parlo per esperienza personale, perché ho giocato all’estero. So cosa significhi cambiare Paese, modo di allenarsi, alimentazione e andare a vivere in un ambiente con una cultura diversa dalla tua. Il linguaggio del pallone è universale, ma ci sono dinamiche che vengono acquisite con un po’ di ritardo. C’è chi si ambienta più velocemente e chi un po’ più lentamente. Il gruppo, però, è sano ed è formato da ragazzi che lavorano bene, quindi secondo me non avranno grandi problemi di inserimento nelle dinamiche della squadra.
Per quanto riguarda lo stato di forma, credo che Vindhal e Meijer siano un gradino sopra a Verschaeren, perché si allenavano con le proprie squadre prima di essere trasferiti e quindi sono a disposizione per la partita.
Per Verschaeren, invece, dovremo costruire un percorso diverso, perché ha fatto solamente lavoro fisico e ha toccato pochissimo il pallone. Dalle prime impressioni, però, devo dire che lo tocca anche abbastanza bene. Cercheremo quindi di farglielo toccare il più possibile e il prima possibile.
Anche oggi, nella rifinitura, è stato inserito nella partitella, ma chiaramente non salirà sul pullman per Bolzano. È giusto che rimanga qui e abbia la possibilità di fare allenamenti specifici, senza passare otto ore in pullman, cercando di trovare la forma il prima possibile».
Come ha visto il gruppo al termine della pre-season e come affronterà la prima partita ufficiale?
«Fin dalle prime impressioni ho visto grandissima disponibilità, apertura e partecipazione. Nelle prime settimane abbiamo lavorato con un gruppo che strada facendo ha cambiato forma e quindi abbiamo cercato di integrare le persone che arrivavano nel miglior modo e nel minor tempo possibile.
È vero che domani sarà una partita da dentro o fuori, però l’interruttore dell’attenzione e della concentrazione non è qualcosa che puoi accendere e spegnere in un secondo. Anche nelle amichevoli ho cercato di trasferire l’importanza delle prime partite, della ricostruzione di qualcosa di nuovo e della necessità di porre basi solide sulle quali appoggiare tutta la stagione.
Mi ha fatto piacere, anche se da un certo punto di vista è stato strano, vedere la delusione negli occhi dei ragazzi dopo la partita di Novara. Era una partita nella quale avevamo messo in preventivo di poter faticare, però si vede che sono un po’ scottati da quello che hanno passato fino adesso. Hanno grande attaccamento e quindi questa la leggo come una cosa positiva».
A che punto è la Sampdoria rispetto alla squadra che vuole costruire?
«Sono contento di quello che abbiamo fatto fino adesso. Se fossimo già al 100% sarei preoccupato, perché è appena finita la pre-season e dobbiamo ancora iniziare la parte ufficiale. Se fossimo già al top della condizione, quindi, ci potrebbe essere un problema per il futuro.
So benissimo che ci saranno magari altre situazioni di difficoltà, però la solidità di un gruppo non riguarda solo la squadra e i giocatori: riguarda tutto il gruppo di lavoro. E all’interno ci metto tutti, dal direttore al magazziniere, fino a Pinti che è qui con noi.
Nei momenti di difficoltà dobbiamo darci una mano tutti insieme. La grande disponibilità che ho visto finora mi fa comunque stare tranquillo, perché quando arriveranno momenti difficili dovremo affrontarli restando insieme e lavorando come abbiamo fatto fino adesso».
Come ha visto la crescita della squadra dopo la partita di Parma?
«Ho cercato di lavorare un po’ sulla consapevolezza. Alcuni devono crescere non solo dal punto di vista della condizione fisica, ma anche nell’approccio alla partita. Avere maggiore consapevolezza dei propri mezzi aiuta a superare determinati tipi di situazioni.
Secondo me la squadra è andata in crescendo, ed è normale, è fisiologico. Voi siete nel calcio da tanto tempo e sapete che fare risultati positivi aiuta. La partita di Parma ha dato una spinta non banale a noi e alla gente che ci segue, magari anche ai tifosi, anche se non credo ce ne sia bisogno visto l’affetto che ci riservano e la presenza che c’è ovunque.
Basta vedere la quota degli abbonati: è qualcosa che ti fa pensare che tutto questo affetto debba essere ricambiato con prestazioni del genere. Poi si vince e si perde, l’importante è che la squadra dimostri di avere dei concetti e una solidità. L’errore ci sta. Se ci sarà, ci passeremo sopra, lo analizzeremo e cercheremo di migliorarlo».
A che punto è Lorenzo Insigne?
«Credo che debba sostenere l’ultimo check strumentale, forse all’inizio della prossima settimana. Sta lavorando senza pallone dal punto di vista fisico e sta bene. Fosse per lui verrebbe in bicicletta a Bolzano, però chiaramente bisogna rispettare dei tempi. È un giocatore maturo, conosce il proprio corpo e, al netto della voglia di tornare, sa benissimo che deve rispettare un percorso che deve essere completato nel modo corretto per portarlo nelle migliori condizioni.
Quando sarà pronto sarà comunque un nuovo acquisto, perché con la squadra non si è praticamente mai allenato. Avremo quindi un ulteriore nuovo acquisto e cercheremo di fare in modo che tutto quello che può apportare la presenza di Lorenzo in campo possa risultare decisivo».
Quanto sono state smaltite le tossine delle ultime due stagioni?
«Le situazioni che alcuni giocatori hanno vissuto singolarmente e come squadra non si possono superare semplicemente con tutto l’entusiasmo che uno può avere o con la leggerezza che a volte può portare.
So già che durante l’anno ci saranno periodi in cui uno o due risultati negativi potranno far vacillare. Gli unici appigli che abbiamo sono il lavoro, la costanza e la capacità di vedere l’errore come una possibilità di miglioramento.
Gli errori verranno fatti, nessuno è esente e non credo si possa fare un campionato o una partita senza errori. La differenza sta nel modo in cui si reagisce. Dicono che la vita sia il 20% quello che succede e l’80% come reagisci.
Bisogna quindi essere bravi e, soprattutto, avere la tranquillità di analizzare un errore per cercare poi di non commetterlo ancora».
Che partita si aspetta contro la Cremonese?
«Spero che sarà una bella partita. Il mister Giampaolo lo conosco personalmente, sono un estimatore ed è un allenatore che mi piace. Sarà quindi anche affascinante incontrarlo.
Quando trovi allenatori del genere, le partite diventano quasi partite di scacchi. Vedremo se riusciremo nelle letture o chi riuscirà meglio a leggere l’avversario per cercare di metterlo in difficoltà.
È una partita che dà stimoli e che si porta dietro anche un carico di responsabilità. Secondo me la Cremonese è una delle pretendenti alla vittoria del campionato, perché si porta dietro un’ossatura importante dalla Serie A, ha fatto acquisti e ha un allenatore che ha esperienza e ha fatto bene.
Personalmente, ma anche nei ragazzi, c’è voglia di confrontarsi con questo tipo di realtà».
Che tipo di attaccante è Lauritsen?
«Anche lui, essendo un ragazzo che viene da fuori, mi sembra abbia avuto un tempo di ambientamento abbastanza breve. Per un attaccante è anche più facile: fai gol e magari, anche se durante la partita sbagli qualche movimento o ti fai trovare nella posizione sbagliata, hai già fatto più di metà del lavoro.
Devo dire che, nonostante la struttura, il baricentro alto e le leve lunghe, è un attaccante tecnico. È molto bravo nel legare il gioco alla squadra e molto bravo in area di rigore.
Lo step che deve fare velocemente è quello di ambientarsi al tipo di campionato e alle marcature che gli verranno riservate. È ancora un po’ troppo pulito nel guardare solo la palla invece di prendere posizione sull’avversario, giocare con il corpo e fare un po’ la lotta.
Sono comunque cose che, strada facendo, un giocatore di questa qualità e con queste caratteristiche secondo me imparerà velocemente».
Quali sono le condizioni di Begic, Viti, Depaoli e degli altri giocatori?
«Begic dovrebbe svolgere in questi giorni un allenamento programmato con parte della squadra che non viaggia, con l’aiuto della Primavera e degli Allievi che sono qui e che possono darci una mano negli allenamenti specifici. Immagino che rientrerà in gruppo la prossima settimana e poi sarà a disposizione per Cesena.
Per quanto riguarda gli altri, siamo nella gestione del post-partita: chi ha preso una botta, chi una distorsione. Sono comunque quasi tutti a disposizione, tranne Abildgaard, che per precauzione viene tenuto a riposo per averlo al 100% disponibile per la partita di Cesena».
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