Sampdoria, Morelli: “La Serie A dobbiamo meritarcela, le premesse per fare bene ci sono. Tey ci ha messo soldi e faccia”
di Luca Pandimiglio
“Siamo 18.500 abbonati e questa è una grande responsabilità“
Nel giorno degli 80 anni della Sampdoria, il CEO Corporate Claudio Morelli ha parlato del presente e del futuro del club, tra il sogno del ritorno in Serie A, il rapporto con i tifosi, la crescita dell’area corporate, il futuro del Ferraris e il progetto della nuova società.
Serie A come regalo per gli 80 anni? “È troppo banale come domanda, se mi permette. Le cose si meritano, dunque c’è un lavoro da fare, c’è un progetto che è partito da un paio di mesi. Penso soprattutto al mio collega e amico CEO Sport Jesper Fredberg. Il lavoro che è stato fatto con otto giocatori ufficialmente già acquistati è importante, così come il lavoro che sta facendo Puggioni con l’Academy”.
“Credo che il lavoro che stiamo facendo sia molto più profondo che semplicemente rispondere “andiamo in Serie A”. Troppo banale, se mi permette. Lavoriamoci e meritiamoci quello che dobbiamo andare a prendere per una squadra come la nostra. 66 campionati in Serie A, 14 in Serie B: il nostro DNA è di tornare dove meritiamo”.
Sulla risposta della tifoseria, Morelli sottolinea il dato degli abbonamenti: “Siamo 18.500 abbonati e questa è una grande responsabilità. Fa capire che una piazza come la nostra viene invidiata da tante squadre di serie A. Speriamo veramente che quest’anno sia l’anno della rinascita, anche legato ai cambiamenti che abbiamo avuto a livello esecutivo, che secondo me sono fondamentali”.
Sul lavoro da fare nell’area corporate: “Abbiamo perso competitività a livello corporate. Dobbiamo portare innovazione, un cambiamento importante da un punto di vista anche procedurale, di come noi ci affacciamo, con il lavoro fatto dai nostri colleghi sul lato sportivo, per essere molto più efficaci e molto più efficienti. Siamo molto in ritardo, soprattutto a livello di squadre estere”.
E sul rapporto con i tifosi aggiunge: “Arriverà un nuovo store per avvicinarci ancora di più ai tifosi. Noi possiamo fare tutto quello che possiamo per il bene della nostra Sampdoria, però è come un matrimonio: noi siamo da una parte e dall’altra ci sono i nostri tifosi. La verità è che dobbiamo essere uniti, dobbiamo essere insieme. Io ci metto un impegno, non prometto nulla, come non posso promettere risultati sportivi, perché dipende da una decisione arbitrale, dal VAR, da un errore, da un infortunio, da diverse cose e soprattutto dai miei colleghi dello sport”.
Sul valore del ritorno nella massima serie, Morelli spiega: “Chiaramente, a livello di sostenibilità, potremmo andare avanti anche in Serie B. Però sapete benissimo che il fatto di tornare nella massima serie in Italia vuol dire che a livello di ricavi questo comporta dei vantaggi molto importanti per noi e ci permetterebbe di fare un lavoro diverso sulla progettualità, sia sul lato sportivo che sul lato corporate. Questo va ben oltre il discorso della prima squadra: vuol dire continuare a sviluppare l’Academy, aiutare le nostre ragazze e tutto il movimento women a crescere, aumentare le esperienze a livello proprio anche di tifosi, quello che si chiama supporter experience. È vero che se uno ha un ossigeno finanziario diverso con l’accesso alla Serie A, ecco qua che si apre un mondo. È altresì vero che il fatto di andare anche in Europa ti permette di avere maggiori ricavi, però andiamoci gradualmente”.
Sul tema dello stadio, Morelli è chiaro: “Negli ultimi dieci anni tre stadi sono stati ristrutturati in Italia. Questo fa capire il problema che abbiamo a livello amministrativo e le difficoltà che abbiamo a tutti i livelli per portare modernità all’interno di uno stadio di calcio. Lo stadio di calcio vuol dire che noi andiamo con le nostre mogli, i nostri mariti, con i nostri figli, i nostri nipoti. Oggi andare allo stadio in Italia è molto difficile e Marassi non è un’eccezione a questo: noi dobbiamo per forza portare modernità ed essere credibili per Euro 2032 deve per forza spingere Marassi, Genoa, Sampdoria ad avere uno stadio che sia efficiente, ma soprattutto che sia a livello regolamentare accettato dagli organi europei, all’UEFA penso soprattutto. Dunque noi dobbiamo cercare di ascoltare i nostri tifosi e rispettarli ma altresì dobbiamo rispettare quelle che sono le regolamentazioni UEFA. La verità sta in mezzo, dunque cercheremo di trovare il giusto mezzo per accontentare tutti”.
Infine, sul mercato e sulle aspettative per la stagione: “Siamo già più tranquilli sulla parte progettuale. Il lavoro che è stato fatto da Jesper Fredberg e da Americo Branco, secondo me, ci fa capire che, se il buongiorno inizia dal mattino, i giocatori con un profilo importante sono arrivati. Le premesse per far bene ci sono, partiamo e vediamo che storia possiamo scrivere tutti insieme e che il dio calcio ci aiuti un pochettino”.
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