Salis: "Resto sindaca di Genova, voglio aiutare i progressisti a tornare al governo"

di steris

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"Noi siamo tanti a Genova in coalizione, non è facile, ma vedere una destra che governa è molto più frustrante rispetto all'esercizio dello stare insieme"

Salis: "Resto sindaca di Genova, voglio aiutare i progressisti a tornare al governo"

Alla Festa dell’Unità di Modena, la sindaca di Genova Silvia Salis parla del proprio futuro politico e della prospettiva del centrosinistra in vista delle elezioni del 2027. Nessuna corsa a un incarico nazionale, almeno per ora: la Salis ribadisce la volontà di continuare a guidare Genova, contribuendo però, dal ruolo di amministratrice, alla costruzione di un campo progressista capace di tornare alla guida del Paese.

«Vorrei continuare a governare la mia città con un governo nazionale progressista che ci aiuti a sviluppare sul territorio quelle politiche che fanno grande le idee progressiste nel nostro Paese», ha spiegato rispondendo a una domanda sul suo futuro. E ha aggiunto: «Vorrei aiutare il campo progressista, rimanendo sindaca, ad andare al governo di questo Paese». Per la Salis, uno degli obiettivi principali degli amministratori di centrosinistra deve essere quello di favorire l'unità della coalizione e costruire un'alternativa credibile alla destra.

Un'esigenza che nasce anche dall'esperienza amministrativa genovese. «Noi siamo tanti a Genova in coalizione, non è facile, ma vedere una destra che governa è molto più frustrante rispetto all'esercizio dello stare insieme», ha detto. La convivenza tra forze diverse può essere complessa, ma secondo la sindaca resta preferibile alla frammentazione. «I diritti sociali e civili non sono separati, ma sono la stessa cosa», ha aggiunto, sottolineando come chi amministra una città debba confrontarsi quotidianamente con i cittadini e con i problemi concreti del territorio.

Nel corso dell'incontro la Salis ha affrontato anche il tema di Roberto Vannacci, criticando lo spazio che, a suo giudizio, viene riservato al generale nel dibattito pubblico. «Parliamo veramente troppo di un soggetto così», ha affermato, raccogliendo gli applausi della platea. Con ironia ha ripreso la formula «da donna, madre, cristiana, italiana», legata a Giorgia Meloni, per sottolineare la propria posizione sul tema dell'aborto. Commentando l'ipotesi che una donna intenzionata a interrompere la gravidanza debba ascoltare il battito del feto, la Salis ha detto che «bisognerebbe staccare il microfono», aggiungendo che per assumere una posizione simile non serve essere donna, ma «essere un essere umano» e avere una coscienza.

La sindaca ha criticato anche lo spazio concesso a Vannacci in importanti appuntamenti pubblici, citando il Forum Ambrosetti, e ha richiamato la vicenda di un video realizzato con l'intelligenza artificiale e dedicato al presidente della Repubblica, indicandola come ulteriore esempio dell'abbassamento del livello del dibattito politico.

Da Modena è arrivata anche una fotografia delle priorità che potrebbero caratterizzare un'eventuale agenda di governo del centrosinistra. Accanto alla Salis, Stefano Bonaccini e Antonio Decaro hanno indicato alcune delle misure che considerano più urgenti. Bonaccini ha parlato del riconoscimento dello Stato di Palestina e dell'introduzione del salario minimo legale, mentre Decaro ha messo al primo posto la sanità pubblica, proponendo un piano pluriennale da 20 miliardi di euro.

Silvia Salis ha invece indicato come priorità i nidi gratuiti in tutta Italia, con un numero di posti sufficiente a coprire il fabbisogno. Una misura che, secondo la sindaca, non riguarda soltanto le donne, ma rappresenta una scelta strategica per l'economia del Paese. Quando mancano servizi per la prima infanzia, infatti, sono spesso le donne a dover interrompere o ridurre il lavoro. Da qui la critica a Meloni: «Forse da una donna ci aspettavamo un po' di più sotto questo punto di vista».

Sul tema della natalità, la Salis ha infine chiesto di abbandonare gli slogan e di affrontare la questione «in modo scientifico», indicando tra le possibili misure anche un programma di fecondazione assistita.

Il messaggio politico lanciato dalla sindaca di Genova è quindi chiaro: restare alla guida della città, ma contribuire allo stesso tempo alla costruzione di un centrosinistra più unito e competitivo a livello nazionale. Una prospettiva che guarda al 2027 e che, nelle parole della Salis, passa dalla capacità di tenere insieme diritti civili e sociali, lavoro, sanità, servizi alle famiglie e sviluppo economico. L'obiettivo dichiarato resta quello di «aiutare il campo progressista a stare unito e a riprendere il governo di questo Paese».

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