Giampedrone, l’assessore delle emergenze: “Le scelte difficili fanno crescere”
di Carlotta Nicoletti
Dalla Val di Magra alla Regione Liguria, il racconto dell’assessore tra dissesto idrogeologico, Protezione civile e nuove sfide sull’edilizia ospedaliera
Lasciare la fascia da sindaco per una sfida regionale incerta, abbandonare i partiti per le liste civiche, gestire emergenze senza mai spegnere il telefono. Giacomo Giampedrone ripercorre a Radar il suo percorso politico e amministrativo, tra scelte complesse, responsabilità continue e nuove deleghe che guardano al futuro della sanità ligure.
Profilo – Nato a Sarzana nel 1981, laureato in giurisprudenza, Giampedrone entra in politica molto giovane. Dal consiglio comunale al ruolo di sindaco, fino all’approdo in Regione Liguria nel 2015. Da allora è uno dei pilastri delle giunte regionali, con deleghe che spaziano dalla Protezione civile alla difesa del suolo, fino alle infrastrutture.
Scelte difficili – Una delle decisioni più complesse resta l’addio al ruolo di sindaco per candidarsi alle regionali: «Non fu una scelta facile, era più probabile perdere che vincere». Ancora più delicata la comunicazione ai cittadini: «Lasciare il ruolo per cui eri stato eletto non è sempre compreso subito».
Liste civiche – Altro passaggio chiave è l’uscita dalla politica dei partiti. «Lasciare una poltrona comoda come quella di segretario provinciale per una molto più scomoda è stato un atto di coraggio», spiega, rivendicando una scelta che ha segnato il suo stile amministrativo.
Emergenze – Dissesto idrogeologico e Protezione civile non concedono pause. «Non esiste vita privata quando c’è un’emergenza», ammette. Il supporto arriva da una squadra consolidata e da una famiglia che garantisce equilibrio nei momenti più critici.
Motivazioni – Dopo anni in giunta, la spinta resta forte. Al terzo mandato consecutivo si aggiunge una nuova delega: l’edilizia ospedaliera. «Contribuire alla costruzione dei nuovi ospedali liguri, attesi da decenni, è una sfida affascinante».
Prospettive – Cinque nuovi poli sanitari, tra La Spezia e Genova, diventano infrastrutture strategiche al pari di strade e opere pubbliche. «Un modo concreto per supportare la sanità», conclude Giampedrone.
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