Porto, infrastrutture e governance: i candidati sindaco si confrontano all’assemblea di Spediporto
di Matteo Cantile
Crucioli, Piciocchi e Salis discutono di logistica, lavori in corso, ZLS e sviluppo urbano tra critiche, proposte e visioni alternative

All’assemblea annuale di Spediporto si è svolto un confronto tra tre dei candidati a sindaco di Genova: Mattia Crucioli, Pietro Piciocchi e Silvia Salis. Il dibattito si è sviluppato intorno a temi strategici come la nuova diga foranea, le grandi opere infrastrutturali, la Zona Logistica Semplificata e il rapporto tra città e porto, con toni anche accesi e nette divergenze sulle priorità da affrontare.
Diga e ritardi – Crucioli ha attaccato frontalmente la gestione del progetto: “La diga è stata pensata male. Bucci ha imparato la politica e rigira le frasi a suo piacimento. Al momento abbiamo solo 5 cassoni su 12 e siamo in ritardo”. Ha poi sottolineato la necessità di “una pianificazione portuale flessibile ma precisa che anticipi le opere infrastrutturali, mentre Genova ha fatto l’opposto e ciò non va bene”.
Infrastrutture – Il candidato di Uniti per la Costituzione ha criticato il trattamento riservato ad Autostrade: “Il tunnel serve, ma contestiamo il favore ad Autostrade, che se la cava coi due spiccioli del tunnel. L’opera più importante è quella ferroviaria: il Terzo Valico dovrebbe finire nel 2027, ma siamo in grave ritardo”. Ha chiesto più trasparenza da parte del Comune e ha auspicato centraline attive per monitorare l’impatto dei cantieri. “Serve un grande investimento nelle infrastrutture tecnologiche”, ha aggiunto.
Governance portuale – Per Crucioli, il tema del nuovo presidente dell’Autorità Portuale è un “falso problema: i commissari possono decidere”. Ha inoltre proposto “procedure anti-burocrazia per individuare i problemi in ogni singolo procedimento”, criticando le differenze tra uffici e normative sulle concessioni portuali. Ha difeso l’istituzione di un assessorato comunale al porto e ne ha chiesto il potenziamento.
Zona logistica – Piciocchi ha centrato il suo intervento sull’opportunità della Zona Logistica Semplificata: “Esprime una potenzialità gigantesca per Genova. È nata con una legge specifica e ha un’estensione extra-regionale che comprende Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Proietta la città in un’economia integrata con il vecchio triangolo industriale”. Il Comune siede nel comitato di indirizzo e ha già perimetrato l’area, prevedendone l’estensione nel piano regolatore.
Fiscalità e governance – Il vicesindaco uscente ha parlato di incentivi urbanistici e inclusione sociale come leve per attrarre imprese. “Credo fortemente che una parte dell’Iva debba restare sul territorio. Lo prevede anche l’articolo 119 della Costituzione, oggi inapplicato. Un sindaco deve pretendere l’attuazione di queste norme”. Ha poi auspicato la creazione di una vera società pubblica per gestire la ZLS.
Aeroporto – Centrale, per Piciocchi, anche il futuro dell’aeroporto: “Un grande porto ha bisogno di un grande aeroporto. Va avviato un dibattito pubblico sulla sua vocazione”. Ha proposto una partecipazione pubblica nell’azionariato e ha ricordato i progetti in corso: il “Moving Walkway” da 30 milioni che collegherà l’aerostazione alla stazione di Sestri Erzelli entro il 2026, un hub crocieristico vicino alla stazione e lo sviluppo dell’area cargo. Ha inoltre sollevato il tema delle addizionali sui voli, suggerendo l’abolizione per incentivare i low cost.
Sviluppo sociale – Silvia Salis ha posto al centro del suo intervento la Val Polcevera, “vessata dai cantieri e colpita dalla dispersione scolastica”. Ha proposto di trasformare gli 800.000 mq dell’ex area industriale in un polo di industrie sostenibili: “Il lavoro povero sta stressando Genova. Dobbiamo sviluppare lavoro qualificato, come ha fatto Barcellona nella lavorazione delle merci”.
Manodopera e formazione – L’ex atleta ha evidenziato l’esigenza di formazione tecnica: “Saldatori, falegnami, tappezzieri: il porto ha bisogno di manodopera qualificata. Serve una svolta che permetta a uomini e donne di restare qui, comprarsi casa e arricchire il territorio”. Ha parlato della Val Polcevera come possibile laboratorio culturale e tecnologico per i giovani che non vogliono proseguire gli studi universitari.
Nomine e trasparenza – Sulle nomine portuali, Salis ha affermato: “Una leadership forte riduce i conflitti. L’incertezza rallenta il progresso”. Ha chiesto flessibilità per il piano regolatore portuale e una sua armonizzazione con quello comunale. “Il piano del 2001 è troppo specifico: se cambio merce, non posso aspettare anni per modificare il piano. La flessibilità è la forza del porto”.
Toni politici – Crucioli ha rivendicato la sua identità: “Noi siamo i 5 Stelle delle origini. Non attacco per partito preso. Se una cosa è giusta, lo dico e voto a favore. Se è sbagliata, la contesto”. Ha definito “gestiti male” i risarcimenti del ponte Morandi e ha invitato a partecipare alla consultazione dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti sugli indennizzi ai caselli autostradali in presenza di cantieri.
Spirito civico – Piciocchi ha difeso il proprio percorso: “Ho otto figli, una professione e non mi devo vergognare del passato. Ho spesso litigato con Bucci, ma abbiamo trovato sintesi. La nostra è una coalizione politica, non un accrocchio elettorale. Abbiamo rimesso in moto la città”.
Ticket e vicesindaco – Salis ha replicato alle dinamiche politiche interne: “All’inizio Piciocchi non aveva espresso il nome del vicesindaco. Quando sono uscita io, è spuntata l’idea del vicesindaco donna. Poi è uscita Ilaria Cavo. Ma io non corro dietro l’agenda politica di nessuno. Non ho bisogno di un ticket, ho lanciato il martello per 15 anni e ho due spalle larghe per affrontare la campagna elettorale da sola”.
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