Piazza Rostagno, Umberto Cufrini firma la street art dedicata a Fabrizio De André

di Giulia Cassini

La filosofia dell'opera e la sua contestualizzazione

Continuano i lavori in omaggio a Fabrizio De André presso piazza Rostagno, dal retro del Nido d'Infanzia di San Donato, per festeggiare quegli 80 anni che il mito della musica avrebbe compiuto il 18 febbraio 2020. La realizzazione è possibile (e si può osservare live in questi giorni a getto continuo almeno fino al 20 dicembre) grazie alla fattiva collaborazione con i Meganoidi e l'artista Cufrini.

"Continueremo l'opera di rigenerazione di questo spazio, i Giardini Luzzati-Spazio Comune, con interventi di artisti tramite l'arte pubblica. Uno stimolo sulla creatività e sulla crescita introspettiva per le persone che lo vivono quotidianamente - spiega Marco Montoli presidente della Cooperativa Sociale Il Ce.Sto- E' nato tutto tramite i Meganoidi, che hanno conosciuto Umberto Cufrini andando a un concerto a Roma. Cufrini fa una steet art ritrattistica per valorizzare le figure che hanno fatto la storia della musica e della cultura in Italia e chiede alle città natali di ospitare una sua opera. Per i Luzzati rivestirsi anche con una simbologia che riportasse al ruolo storico e sociale di De André è assolutamente congruente. Si unisce al fatto che abbiamo trovato una foto di De Andrè qui che sta diventando virale nel web. Penso che i vicoli debbano essere sempre più belli ,ma mantenere la loro identità. Sono pieni di gioielli ad esempio quando Vinicio Capossela ha fatto un giro qui ai Giardini Luzzati lo abbiamo portato a vedere il trittico di Joos van Cleeve sotto torre San Donato ed è rimasto impressionato dalla bellezza di quest'opera e della zona".

I Giardini Luzzati – Spazio Comune continuano a valorizzare il territorio e a portare avanti il progetto di Street Art che annovera già gli interventi di Tellas in Piazza Rostagno, Zed1 sulla facciata della Tosse e il Murales di Eduardo Mono Carrasco nella scalinata che dal circolo porta al campetto Eduardo Galeano aggiungendo un'opera di grandi dimensioni (2x3 metri).  E' materica già nel suo prendere forma  e mostra una chiara potenza espressiva rivelatrice. Non solo segno grafico, ma un magma di lettere in movimento, dove l'occhio si troverà dapprima spaesato e poi riuscirà già alla seconda impressione a comporre frasi del mondo poetico di Faber, come una citazione di "Dolcenera" che ben esprime anche lo spirito di questo intervento.  

I lavori di Cufrini restituiscono un'idea bidimensionale, da bassorilievo, che gioca sul rilievo, sui vuoti e sui pieni più che sulla cromia al momento (e salvo cambi repentini) decisamente neutra. Le linee scure delineano i tratti somatici di De André ma vengono assorbiti da nuove influenze, togliendo tutta la presunzione di rievocare un (grande) passato. Compito dell'artista semmai è dare una nuova forma, declinazioni contemporanee alla sostanza che nel tempo è stata assimilata, in una visione prismatica e in evoluzione.  Si cerca così, attraverso la street art, notoriamente il linguaggio di tutti per definizione e quello con meno mediazione in campo artistico, di avvicinare al passante qualunque, anche a chi non è avvezzo all'arte, i grandi personaggi del XX secolo.

Un'indagine insieme di tipo urbanistico, artistica e sociale in una sedimentazione della memoria che, per converso, porta alla rigenerazione, riportando senza paura  i segni di una società "altra" e di un potere "contro". Lo sguardo anticonformista e antisistema di Faber è consegnato quindi a quello del pubblico, a testimonianza di un modo specifico di guardare il mondo.  "Mi sembrava naturale collocarlo qui, in uno spazio indipendente tra molteplici punti di vista- spiega Cufrini facendo segno di guardare l'opera dai Giardini Luzzati, dall'alto- dove le differenze si ritrovano, dove ci sono studenti, persone di tutte le età, bambini, intellettuali, poeti, musicisti, dove ognuno è il benvenuto. E' anche un modo di veicolare quel disagio, quel mondo degli ultimi che Fabrizio De Andrè aveva avuto la forza di portare in primo piano, le contraddizioni della società, la condizione dell'essere umano e quella reazione salvifica oltre che l' unica percorribile: la “direzione ostinata e contraria” contro i pregiudizi e l'intolleranza".

Cufrini, classe 1971, dopo la laurea in Scultura ha operato in diversi ambiti artistici. Spaziando dalla pittura all’installazione, dalla grafica alla scenografia, ha avuto modo di partecipare a diverse collettive in tutta l’Italia. Molte sono state anche le personali a lui dedicate.Dal 2005 è direttore artistico dell’Associazione Culturale “Rigenerazione” di Frosinone per la quale crea gallery113, spazio multifunzionale sede di mostre e attività culturali. Nel 2008 ha realizzato una serie di ritratti su t-shirt per il cantautore Marco Castoldi, in arte Morgan. Dal 2009 al 2019 si dedica alla tecnica pittorica materica per installazioni e murales dedicati a grandi icone italiane e non, che vengono rappresentate in una forma originale.