Ortofrutta, prezzi e clima, Vassallo a Telenord: “A determinare i rincari sono soprattutto gli eventi climatici”
di Redazione
Uva in controtendenza: “Annata di alta qualità, di ottimo gusto e di costo inferiore del 30% rispetto a quello che era l’anno scorso”
Secondo Gianni Vassallo, presidente della società di gestione del mercato ortofrutticolo intervenuto a Liguria Live, l’aumento dei carburanti incide solo marginalmente sui prezzi dell’ortofrutta. “L’aumento del carburante incide in maniera limitatissima rispetto all’andamento e alla modifica dei prezzi”, spiega, indicando invece nelle condizioni climatiche il principale fattore di variazione. “Quello che incide quest’anno, ma come tutti gli anni, sono le situazioni climatiche inaspettate”, a partire dal grande caldo e dalla carenza di piogge che hanno caratterizzato i mesi estivi.
Gli effetti sono diversi a seconda delle colture. Lattughe, zucchine e altri prodotti che richiedono molta acqua hanno registrato aumenti significativi: “Ci sono stati dei rincari che vanno dal 10 al 60% rispetto a un anno fa”. Per peperoni e melanzane, invece, le variazioni sono state più contenute. La frutta ha seguito una dinamica opposta, perché il caldo ha favorito una maggiore produzione: “La frutta ha avuto un fenomeno proprio per lo stesso caldo di sovrapproduzione”, con prezzi inferiori anche del 10-30% rispetto allo scorso anno. “Se il prodotto manca, il prezzo aumenta; se il prodotto è tanto, il prezzo diminuisce”, sintetizza Vassallo.
Per questo, secondo il presidente, il consumatore dovrebbe prestare maggiore attenzione alla disponibilità dei prodotti e scegliere anche in base ai prezzi. “L’importante è che non prendi qualcosa che ce n’è poca e poi protesti perché costa”, osserva, sottolineando che esistono prodotti meno cari o che hanno subito aumenti molto più contenuti. Anche sul fronte della qualità, Vassallo richiama l’importanza della tracciabilità: “Tutto quello che passa per il mercato sono prodotti garantiti, controllati”, con la possibilità di conoscere la provenienza delle cassette e di verificare la qualità e la freschezza della merce.
Un esempio positivo arriva dall’uva ligure. Nonostante i danni provocati dalla grandine in alcune zone, le condizioni climatiche hanno favorito una buona qualità: “Abbiamo un’uva quest’anno che è di alta qualità, di ottimo gusto e di costo inferiore del 30% rispetto a quello che era l’anno scorso”. Una situazione che, secondo Vassallo, dimostra ancora una volta quanto la natura possa incidere sull’andamento dei mercati.
Infine, c’è il tema dei fertilizzanti, che rappresenta un problema strutturale per il settore. “Si è ridotta pesantemente la produzione di fertilizzanti in Italia, ma in tutta Europa”, spiega Vassallo, ricordando come una parte consistente della produzione sia stata delocalizzata nei Paesi dell’Est. La crisi dello stretto di Hormuz potrebbe avere conseguenze sulle prossime produzioni, perché la minore disponibilità di fertilizzanti rischia di farne aumentare i prezzi e, di conseguenza, i costi agricoli. “Essendocene poco, hanno un prezzo alto e questo potrebbe incidere nell’aumento di eventuali costi direttamente di produzione”. Il quadro, dunque, è quello di una filiera condizionata da molti fattori, dal clima ai costi di produzione, fino alla disponibilità delle materie prime. E Vassallo rivendica l’importanza di raccontare queste dinamiche direttamente dal settore: “Grazie a voi di poter esprimere, di poter dire le cose come stanno anziché per sentito dire”.
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