Omicidio nel parco di Villetta Di Negro: il presunto assassino ricoverato al San Martino per una crisi psicomotoria, poi andrà in carcere

di Redazione

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L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città, soprattutto per il luogo in cui si è consumato il delitto: un'area centralissima e frequentata

Omicidio nel parco di Villetta Di Negro: il presunto assassino ricoverato al San Martino per una crisi psicomotoria, poi andrà in carcere

Si chiamava Pietro Alberto Paolo Signor, aveva 48 anni ed era originario di Milano la vittima del brutale omicidio avvenuto nella mattinata di ieri nei giardini di Villetta Di Negro, a pochi passi dal Museo d'Arte Orientale Chiossone, nel cuore di Genova. Per il delitto i carabinieri hanno arrestato con l'accusa di omicidio volontario Cisse Camara, cittadino senegalese di 42 anni.

L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città, soprattutto per il luogo in cui si è consumato il delitto: un'area centralissima e frequentata, ma da tempo segnalata dai residenti per situazioni di degrado e marginalità.

L'allarme lanciato da una passante

L'allarme è scattato poco dopo le 10 del mattino. Una giovane donna ha notato una scena inquietante all'interno del parco: un uomo stava trascinando un corpo che, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, aveva mani e piedi legati con alcuni indumenti.

La ragazza ha immediatamente chiamato i soccorsi e sul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri, che hanno bloccato e fermato il presunto responsabile praticamente in flagranza di reato.

L'area è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi della scientifica e gli accertamenti investigativi necessari a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.

Le indagini e l'ipotesi droga

Le indagini, coordinate dall'autorità giudiziaria e condotte dai carabinieri, proseguono senza sosta. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella di una lite degenerata per questioni legate al traffico o al consumo di sostanze stupefacenti.

A supportare questa pista vi sarebbe il ritrovamento di diverse dosi di crack nell'area in cui è stato consumato l'omicidio. Al momento, tuttavia, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non escludono altre possibili motivazioni.

Colpito con cocci di vetro

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, Signor sarebbe stato aggredito e colpito con dei cocci di vetro, probabilmente ricavati da bottiglie infrante. Sul corpo sono state riscontrate numerose ferite da taglio.

Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire l'esatta causa della morte e il numero dei colpi inferti. Nelle prossime ore la Procura disporrà l'autopsia sul corpo della vittima.

Particolarmente inquietante anche il ritrovamento del cadavere, che presentava mani e piedi legati. Gli investigatori stanno cercando di capire se il corpo sia stato trascinato nel tentativo di occultarlo o spostarlo dopo l'aggressione.

L'arrestato ricoverato al San Martino

Dopo il fermo, Cisse Camara è stato trasferito all'ospedale San Martino di Genova a causa di una crisi psicomotoria. Attualmente si trova ricoverato e piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria.

Una volta dimesso verrà trasferito in carcere, dove resterà a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Nel frattempo i carabinieri continuano a raccogliere testimonianze e immagini delle telecamere presenti nella zona per ricostruire con precisione ogni fase dell'omicidio e definire il movente di un delitto che ha scosso profondamente la città.

Dichiarazione sindaca Salis - "L'amministrazione comunale sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi della tragica aggressione avvenuta questa mattina a Villetta Di Negro. In questi momenti il mio pensiero va alla vittima e il mio ringraziamento va alle forze dell'ordine che, grazie al loro immediato intervento, hanno individuato e fermato subito il presunto responsabile e stanno ricostruendo la dinamica di una vicenda che ci colpisce profondamente". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in merito all'omicidio avvenuto questa mattina all'interno del parco cittadino di Villetta Di Negro.

"Quando una persona muore in condizioni così drammatiche, a maggior ragione se si tratta di qualcuno che vive ai margini, non possiamo limitarci allo sgomento - aggiunge la sindaca - ma dobbiamo sentire la responsabilità di guardare con ancora maggiore attenzione e cura dove spesso la città non guarda: verso gli ultimi, verso chi vive in strada, verso chi attraversa fragilità estreme. La sicurezza degli spazi pubblici resta una priorità dell'amministrazione, ma insieme alla presenza e al presidio del territorio serve un impegno sempre più forte di intercettare il disagio, la solitudine e l'esclusione sociale. Genova non può e non deve voltarsi dall'altra parte. Da quando ci siamo insediati abbiamo evidenziato il tema del presidio del territorio, sollecitando un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine negli spazi pubblici e nelle aree più sensibili della città - conclude Salis - è una richiesta che abbiamo portato anche nei tanti confronti istituzionali, da ultimo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica della scorsa settimana, ribadendo la necessità di un lavoro coordinato tra Comune, forze dell'ordine e istituzioni. Da mesi, inoltre, attendiamo la sottoscrizione dei nuovi Patti per la sicurezza, che consideriamo uno strumento importante per rendere più efficace e stabile questo impegno comune per Genova".

Dichiarazione Lega - “Non è più tollerabile assistere a una simile escalation di insicurezza nella nostra città. I genovesi non possono e non devono rassegnarsi a scoprire, un giorno sì e l’altro pure, tramite articoli di giornale e video social, che interi quartieri sono ormai fuori controllo”. Lo dichiarano i consiglieri comunali della Lega a Genova, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. I due esponenti intervengono duramente a seguito degli ultimi, preoccupanti episodi di cronaca che hanno colpito il capoluogo ligure.
“Solo ieri abbiamo denunciato per l’ennesima volta le gravissime situazioni di insicurezza in Darsena — continuano Bordilli e Bevilacqua — e poco fa, in pieno giorno e in pieno centro, si è consumato l’ennesimo episodio inaccettabile all’interno di un luogo storico e frequentato dalle famiglie come Villetta Di Negro. Dagli organi di stampa apprendiamo infatti che il presunto aggressore, un uomo di nazionalità senegalese, avrebbe ucciso un italiano senza fissa dimora. Siamo di fronte a situazioni inaccettabili, che minano la tranquillità dei residenti, dei commercianti e dei turisti”.

Siap - Dopo il delitto di Villetta Di Negro, il segretario del SIAP Genova, Roberto Traverso, richiama l'attenzione sul tema della sicurezza urbana e sul degrado di alcune aree cittadine. Il sindacato condivide la necessità di arrivare alla firma dei Patti per la Sicurezza, ma chiede chiarezza sulla loro struttura e sulle modalità di attuazione. Traverso sottolinea che il Decreto Minniti prevede il coinvolgimento di istituzioni, forze dell'ordine, polizia locale, servizi sociali, associazioni e realtà territoriali. Il SIAP, che ha promosso anche una raccolta firme sul tema, ha già presentato una proposta a Comune, Prefettura e Questura, senza però ricevere riscontri. "Il problema non è solo quando verranno firmati i Patti per la Sicurezza, ma quali contenuti avranno e chi sarà coinvolto", afferma Traverso. "Servono strumenti concreti e condivisi, non annunci o accordi destinati a restare sulla carta". Secondo il SIAP, solo un percorso partecipato e coordinato potrà trasformare i Patti in uno strumento efficace per dare risposte durature ai cittadini.

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