Mondiale ciclismo, la favola di Matthews: in sei mesi dal grave infortunio nel Ponente ligure all'argento iridato
di steris
Il ligure Finn, il più giovane in gara essendo nato il 19 dicembre 2006, ha portato a termine la gara al 50° posto a 10' dal vincitore Brandon McNulty
Sei mesi dopo il grave infortunio subito durante un allenamento nel Ponente ligure, Michael Matthews (primo da sinistra nella foto, con l'iridato Brandon McNulty e il terzo classificato Mathieu van der Poel) ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali di Montreal, completando una rimonta sportiva che sembrava difficile da immaginare dopo l’incidente dello scorso marzo. La corsa iridata ha visto invece Lorenzo Finn, ligure e più giovane corridore al via, chiudere al 50° posto, a circa dieci minuti dal vincitore Brandon McNulty. Finn compirà 20 anni il prossimo 19 dicembre.
La gara di Montreal ha rappresentato soprattutto il coronamento del lungo recupero del 36enne australiano, rimasto coinvolto il 6 marzo in un grave incidente durante una sessione di allenamento sul Col di Tenda, nei pressi di Olivetta San Michele. Matthews, residente nel Principato di Monaco e impegnato nella preparazione delle Classiche di Primavera, si era scontrato con un mezzo del Samu francese, il servizio di emergenza sanitaria transalpino. Le circostanze dell'incidente erano rimaste inizialmente da chiarire; secondo le prime ricostruzioni, il corridore stava affrontando la discesa mentre il mezzo procedeva in salita.
Soccorso dalla Croce Azzurra, Matthews era stato trasportato in eliambulanza all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Gli accertamenti avevano evidenziato fratture a entrambi i polsi, che avevano richiesto un intervento chirurgico. Dopo l'operazione, il corridore era rimasto ricoverato nel reparto di Ortopedia in condizioni stabili.
L'infortunio lo aveva costretto a interrompere la preparazione proprio alla vigilia della stagione delle grandi classiche. Matthews aveva così dovuto rinunciare alla Milano-Sanremo, corsa nella quale aveva conquistato il secondo posto nel 2024, oltre che alla Parigi-Nizza e agli altri appuntamenti primaverili.
Ha sfiorato la favola anche van der Poel, iridato a Glasgow nel 2023 e secondo a Zurigo l'anno seguente. Nel 1974, infatti, sullo stesso circuito di Montreal dove si è corso ieri, il nonno Raymond Poulidor era arrivato secondo alle spalle di Eddy Merckx. E in una delle tre precedenti vittorie di un corridore USA ai Mondiali, ad Altenrhein nel 1983 per il primo successo di Greg Lemond capace di rivincere nel 1989 a Chambery, al secondo posto era arrivato il padre Adri van der Poel.
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