Manovra, il Governo prepara il via libera a una parte dell’extradeficit per energia e difesa
di R.C.
Venerdì in Consiglio dei ministri. Roma tratta con Bruxelles sull’attivazione della clausola e punta a salvaguardare i 14 miliardi destinati agli investimenti verdi
Il Governo si prepara a portare in Consiglio dei ministri, insieme al nuovo programma di finanza pubblica, la richiesta di attivazione della clausola che consente di utilizzare una quota di disavanzo aggiuntivo per finanziare gli interventi legati a energia e difesa.
Il quadro resta tuttavia aperto, perché la trattativa con la Commissione europea è ancora in corso e le cifre definitive non sono state fissate. L’ipotesi sul tavolo punta a una soluzione intermedia, con un ricorso solo parziale all’extradeficit.
L’obiettivo dell’Esecutivo è soprattutto preservare l’intera dotazione di 14 miliardi di euro per gli investimenti verdi, pari allo 0,3% del Pil nel 2026 e nel 2027, evitando che una parte delle risorse venga assorbita dalle nuove esigenze di spesa per la difesa.
La trattativa si concentra anche sull’ampliamento degli interventi che potranno essere finanziati attraverso la clausola. Accanto alle spese legate agli approvvigionamenti e all’autonomia strategica, il Governo punta a includere misure con un impatto più diretto sulle famiglie.
Tra le ipotesi figura il ritorno della detrazione fiscale del 65% per alcuni interventi di riqualificazione energetica degli edifici, tra cui sostituzione degli infissi, pompe di calore, condizionatori, solare termico e isolamento a cappotto.
La scelta di limitare l’utilizzo dell’extradeficit rappresenterebbe una soluzione intermedia rispetto alle diverse ipotesi circolate nelle ultime settimane: da un possibile stop alla clausola, dopo la conferma del deficit 2025 al 3,1%, fino alla richiesta di utilizzare l’intero margine potenziale, quantificato in circa 36 miliardi di euro.
Un primo passaggio formale è atteso venerdì, quando il Governo dovrà esaminare il nuovo quadro di finanza pubblica. La definizione dell’entità dell’extradeficit resta però legata all’esito del confronto con Bruxelles.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Praga insieme alla premier Giorgia Meloni, ha confermato l’esistenza di un percorso parlamentare collegato alla richiesta di utilizzo della clausola, richiamando la risoluzione all’esame della commissione Bilancio.
Il punto centrale del negoziato resta dunque la possibilità di finanziare le nuove esigenze per energia e difesa senza compromettere le risorse già destinate agli investimenti verdi e mantenendo sotto controllo l’impatto sui conti pubblici.
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