Madonie, un nuovo modello di turismo ecosostenibile: il territorio punta sui nomadi digitali
di R.P.
La residency è pensata come un format itinerante, destinato a coinvolgere progressivamente diversi Comuni del comprensorio
Le Madonie sperimentano un nuovo modo di vivere il turismo, puntando su permanenze più lunghe, lavoro da remoto e integrazione con le comunità locali. È la direzione indicata dalla prima edizione di Madonie Nomad Residency, svoltasi a Castelbuono e nel territorio madonita.
Il progetto, promosso da So.Svi.Ma. e organizzato da Empeeria, nasce con l'obiettivo di trasformare le Madonie in un punto di riferimento per nomadi digitali e lavoratori da remoto, superando il modello del turismo "mordi e fuggi".
La residency è pensata come un format itinerante, destinato a coinvolgere progressivamente diversi Comuni del comprensorio. L'idea è creare una rete capace di mettere insieme ospitalità, imprese, cultura e nuove professionalità.
"Non parliamo di un evento estemporaneo, ma dell'avvio di un percorso itinerante pensato per fare rete tra i Comuni", ha spiegato Alessandro Ficile, amministratore unico di So.Svi.Ma.
Per la sindaca di Collesano, Tiziana Cascio, Comune capofila, l'obiettivo è "dare la possibilità di tornare e di restare", trasformando le relazioni con i visitatori in nuove opportunità per il territorio.
Un modello che punta quindi non soltanto ad attirare turisti, ma persone interessate a fermarsi più a lungo, lavorare e costruire relazioni con le comunità locali, con ricadute economiche e sociali per l'intero comprensorio.
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