Liguria, Ape Confedilizia: "No al ddl Santanchè sugli affitti brevi, a rischio 150mila posti letto nella regione"

di Stefano Rissetto

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Il presidente Nasini: "Provvedimento liberticida, in palese violazione del diritto di proprietà privata costituzionalmente garantito"

Liguria, Ape Confedilizia: "No al ddl Santanchè sugli affitti brevi, a rischio 150mila posti letto nella regione"

Ape Confedilizia dichiara tutta la sua contrarietà al disegno di legge Santanché in materia di locazioni brevi predisposto dal Ministero del turismo. "Si tratta di un testo palesemente mirato a contrastare l’ospitalità in casa a vantaggio di quella in albergo - spiega l'avvocato Vincenzo Nasini, presidente Ape Confedilizia Genova e Liguria, vicepresidente nazionale Confedilizia - in virtù della previsione di una innumerevole serie di divieti, limitazioni, requisiti e obblighi senza precedenti, alcuni dei quali di pressoché impossibile applicazione. Basti, a titolo esemplificativo, citare alcune previsioni: viene vietato, nelle città più importanti, l’affitto delle case per una sola notte; vengono imposti ai proprietari di casa gli stessi adempimenti previsti per gli alberghi (estintore, rilevatore monossido di carbonio, segnaletica di sicurezza, ecc.), persino nel caso in cui si affitti per una settimana l’anno la casetta al mare o in montagna; vengono previsti, per la prima volta nella storia, dei requisiti soggettivi per poter affittare una casa; viene imposto di diventare imprenditore, con i mille adempimenti conseguenti, a chi dia in locazione breve più di due appartamenti; vengono introdotte pesanti sanzioni per violazione di meri obblighi formali, per esempio fino a ottomila euro per chi dimenticasse di chiedere un codice".
 
"Il provvedimento tratteggiato dal ministro Santanché - aggiunge è di tipo liberticida, con una palese violazione del diritto di proprietà privata. Il tema di fondo è di tipo giuridico e costituzionale: è già scorretto che un ministro si faccia condizionare da una categoria, in questo caso quella degli albergatori. Qui si va oltre, però: viene sacrificato un principio di diritto costituzionale, la proprietà privata"

L'ultimo censimento della Regione Liguria risale a un paio di anni fa e fa riferimento a circa 25.000 appartamenti che offrono 100.000 posti letto, a fronte di un'offerta alberghiera ed extra alberghiera di 150.000 posti. Quindi ogni 3 posti in alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie consolidate corrispondono 2 posti negli affitti turistici brevi. A Genova e provincia il numero è di circa 11.000 appartamenti e 44.000 posti letto. Dunque, a Genova e in Liguria il fenomeno degli affitti brevi è in crescita e rappresenta una risorsa per molti proprietari e per il sistema turistico ligure.

"Il 23 settembre a Piacenza avremo il convegno con i legali di Confedilizia e diversi politici di spicco. Faremo tutti il possibile per tutelare il diritto di proprietà: non tolleriamo che vengano imposti dei limiti senza, fra l'altro, un interesse pubblico reale ma solo quello degli albergatori – continua Nasini - questa manovra vorrebbe portare i proprietari ad affittare con contratti 4 più 4 o 3 più 2, ovvero togliere proprietari dal settore del turismo e degli affitti brevi turistici. Chiediamo un deciso cambio di rotta nell’impostazione di una normativa che, se rimanesse tale, determinerebbe una pericolosa deriva liberticida rispetto al diritto costituzionalmente garantito di poter affittare liberamente il proprio immobile, acquistato spesso e volentieri con i risparmi accumulati in anni e anni di sacrifici. Gli affitti brevi, peraltro, soddisfano anche esigenze diverse da quelle dei turisti, come lavoro, studio, assistenza a ricoverati. Il provvedimento contestato, peraltro, determinerebbe inevitabilmente un aumento dei prezzi di alberghi e simili (già esplosi dopo la pandemia) e un dirottamento dei turisti su Paesi diversi dall’Italia, con nocumento per la nostra economia".