Legge elettorale regionale, il Pd punta su doppia preferenza di genere e abolizione del listino

di Redazione

Lunardon: "Non accetteremo accordi al ribasso su questi due punti. Ballottaggio? Mai stati contrari"

Dopo quella presentata qualche giorno fa dal Movimento 5 Stelle, arriva anche la proposta del gruppo PD sulla riforma della legge elettorale regionale. Due i punti essenziali della proposta, considerati entrambi imprescindibili nel dibattito che partirà a settembre: il superamento del listino bloccato e l’introduzione della doppia preferenza di genere.

“Noi riteniamo che gli elettori debbano riprendersi la libertà di scegliere i propri eletti – spiega Giovanni Lunardon, capogruppo PD in Consiglio Regionale – e poi pensiamo che si debba finalmente introdurre una norma antidiscriminatoria a tutela del genere. Basta guardare la composizione del Consiglio Regionale oggi per capire che non va bene”.

Una doppia proposta sulla quale il PD non ammetterà mediazioni. “Sul punto della doppia preferenza di genere non ammetteremo accordi al ribasso – ammonisce Lunardon - Anche perché esistono dei chiari indirizzi nazionali che prevedono che se uno mette mano ad una riforma sostanziale, come il superamento del listino, allora deve per forza inserire anche la doppia preferenza di genere. Altrimenti il rischio che la nuova legge venga impugnata, e con essa magari anche le elezioni, è altissimo. E questo sarebbe un pasticcio che vorremmo assolutamente evitare”.

Nessuna preclusione invece verso la possibilità di un doppio turno, già avanzata dai 5 Stelle. Un netto no invece all’idea lanciata dal presidente Toti della dimissione automatica degli assessori e il subentro dei primi non eletti.