Le richieste della città e le "Calenda greche"

di Giampiero Timossi

Grandi manovre e tempi infiniti per mettere a punto gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra. E la certezza che per gli elettori non sia questo l'argomento più interessante

Si va alle Calenda greche. La battuta non è un granché, ma in realtà non è neppure eccitante il panorama politico che vorrebbe fotografare. Riguarda le alleanze, vecchie e nuove, della politica genovese e in parte anche ligure. Riguarda, soprattutto, il voto per dare a Genova un nuovo sindaco o confermare quello in carica. Numeri alla mano sembra una sfida tra Ariel Dello Strologo e Marco Bucci, quest’ultimo al momento in vantaggio nelle previsioni.

Si vota il 12 giugno, primo turno. Due settimane dopo, il 26 l’eventuale ballottaggio. Mancano poco più di due mesi e nei cartelli che sostengono i due c’è un bel giro di persone, ma anche un po’ di confusione, almeno così pare. È come un favo di miele al quale stanno appese un bel numero di api, in ordine sparso. La cosa, in misura e con argomenti diversi, riguarda il centrodestra e il centrosinistra. E a guardar bene gioca un po’ tutto su quel centro che c’era, forse c’è e sicuramente vorrebbe espandersi.

Due giorni fa Carlo Calenda, leader e fondatore di Azione, ex ministro con il governo di Enrico Letta, eurodeputato, romano, “uno de sinistra”, anche se in politica c’è entrato con Luca Cordero di Montezemolo, ha detto: "Non possiamo presentarci in una coalizione con FdI. Ho chiesto a Bucci di valutare uno sganciamento. Per ragioni anche comprensibili ha rifiutato. Non ci presenteremo". Copia e incolla, poi aggiunge che "due persone di Azione si sono sospese dagli incarichi e saranno nella sua lista. Lo ritengo un ottimo sindaco".

Insomma, l'appoggio a Bucci c'è ma non sarà esplicito: né simboli, né campagna elettorale da parte di Azione. Non è facile (per menti semplici come quelle dello scriba) capire cosa davvero significhi, dove stia la differenza tra una scelta e l’altra. Però la cosa più importante è certamente un’altra: agli elettori genovesi, da Nervi a Voltri, in Valbisagno e Valpolcevera, interessa davvero sapere dove vuol mettere le sue bandierine Calenda, se con il centrodestra o con il centrosinistra.

E ancora: visto che si fa (a ragione) un gran parlare di un nuovo modo di far politica, di un linguaggio concreto per portare al voto gli elettori del partito di maggioranza (cioè quelli che a votare non ci vanno più da un pezzo) sarebbe una buona cosa cambiare registro. Con una semplice proposta, che può valere per tutti gli schieramenti. C’è una premessa: non è sbagliato parlare di partiti e movimenti, vedere come si muovono, schierano, alleano. Demonizzare queste cose sarebbe sbagliato, anche loro fanno parte della Politica. Ma il suggerimento sarebbe: ogni manovra di partito regalateci dieci idee concrete per la città e i suoi abitanti. Vale per il centrosinistra, per il centrodestra, per chiunque. Visto che non succede sono i sindaci civici e le loro liste che incontrano di più l’affetto della gente, il loro rispetto e il relativo voto.

Nello schieramento degli indecisi sembra voler restare ancora un po’ anche Italia Viva, ne ha facoltà e in questo fa pure eccezione: in realtà loro hanno proposte concrete sulla città, dalla Gronda allo Skytmetro, che sono più o meno le stesse del sindaco Bucci e dunque sarebbe ormai logico che appoggiassero lui. Infatti così dovrebbe accadere, con una certa certezza che non appoggeranno Ariel Dello Strologo. Solo che l’annuncio non lo vogliono ancora fare e pure questo è legittimo. Intanto quelli che sembrano meno interessati al dibattito delle alleanze sono proprio Bucci e Dello Strologo, ma forse è solo un’impressione. Il candidato progressista abbozza: “Italia Viva dovrà spiegare ai suoi elettori perché sta con Lega e Fratelli d’Italia”.

Intanto Dello Strologo sta chiuso nel suo ufficio a lavorare al programma che presenterà a brevissimo (con una decina di giorni di ritardo rispetto a quanto annunciato a Telenord, “causa Covid”), vede gente, domani inaugura il point in via Cairoli e lancia di fatto la sua campagna di fatto. Bucci tace, almeno pubblicamente, certo ritiene positivo un appoggio esterno di Azione e un appoggio qualunque di Italia Viva. Si può pensare, è legittimo crederlo, che il sindaco veda queste strategie quasi come un preludio elettorale: se anche loro mi sostengono significa che approvano le mie idee e ritengono che abbia fatto bene il mio lavoro. Anche in questo senza una coalizione di centrodestra che si “dimentica” di invitare alla riunione il governatore Giovanni Toti sembra preoccupare nel modo giusto lo stesso Toti e il candidato Bucci.

Dettagli, per Dello Strologo e Bucci le cose da fare sono parecchie. E il tempo stringe.