Infrastrutture, Odone: "Vitale che siano fatte presto e bene"

di Marco Innocenti

L'ex presidente della Camera di Commercio di genova torna sulle 12 opere necessarie inserite nel 'libro bianco'

Con la nostra regione sempre più preda della crisi delle infrastrutture, fra quelle che non partono e quelle che soffrono di anni d'incuria, a parlare dell'importanza delle 12 opere inserite da Camera di Commercio nel suo 'libro bianco' è stato Paolo Odone, che ha ribadito quanto queste strutture siano indispensabili allo sviluppo e alla rinascita della Liguria. "Io sono stato presidente della Camera di Commercio per 20 anni - ha spiegato Paolo Odone, ospite negli studi di Telenord durante il Live del pomeriggio - e per 20 non ho fatto che una cosa: spingere per le infrastrutture e devo dire che il terzo Valico, dopo una gestazione pluriennale, è partito proprio in quell'epoca poi però si è fermato ed è ripartito. Perché dipende molto dai gusti dei politici al potere. Proprio oggi il premier Conte ha presentato il decreto Semplificazioni, parlando chiaramente anche della Gronda. E' un passo avanti che ci dice che psicologicamente certi politici non l'hanno rifiutata. D'altra parte, la Liguria è fatta così. Il Signore ce l'ha data bellissima ma difficile, non c'è altro che questa soluzione. Il "libro bianco" è stato fatto da Uniontrasporti che a suo tempo avevamo fatto nascere per far sì che chiunque operi nel mondo delle infrastrutture sappia qual è la situazione, qual è l'avanzamento delle opere, su quale scrivania l'opera è bloccata, quale partiuto ci avrebbe messo la croce sopra. Adesso mi sembra che ci sia una bella decisione in tal senso".

"Innanzitutto il nodo ferroviario di Genova, che farà risparmiare tanto tempo. Il terzo valico ferroviario fino a Novi ma bisogna aggiungere che la comunità genevese deve lavorare perché il quadruplicamento arrivi da Tortona a Milano. Così si arriverebbe a Milano in 45 minuti, facendo diventare Milano una succursale di Milano. Genova ha perso 300mila abitanti negli ultimi 50 anni e deve rimpinguarsi in tal senso puntando sulla sua bellezza. Ne possiamo anche aggiungere altre: per La Spezia c'è la Pontremolese, che farebbe sì che ogni porto della Liguria avrebbe il suo retroporto. Spezia con Piacenza-Parma, Genova con Milano, poi un'altra grandissima opera sarebbe la Genova-Ventimiglia-Marsiglia per la quale mancano una manciata di chilometri e il finanziamento relativo".

"Tanti non si rendono conto che la Liguria è sede di traffico internazionale - aggiunge Odone - con centinaia di migliaia di camion che passano da qui. Per questo è necessario fare un by-pass che sfoltisca il traffico pesante. Il nostro entroterra, che è bellissimo ma ha perso lo smalto economico, potrebbe essere rimesso in gioco da queste infrastrutture che dovrebbero essere fatte presto, bene e nel modo meno distruttivo possibile".