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Influenza, primo caso grave. L'infettivologo del San Martino: "Bisogna vaccinarsi tutti"

di Eva Perasso

Un caso grave all'ospedale di Udine. Il prof Bassetti: "Sarà una stagione particolarmente critica"

A fine settembre, era il 27, arriva già il primo caso di influenza dell'anno, in grande anticipo rispetto ai tempi dei virus invernali. Un caso importante perché critico: 20 giorni di degenza ospedaliera, complicanze, su un paziente invece potenzialmente non a rischio, un cinquantenne di Udine in ottime condizioni fisiche.

A causa delle complicanze batteriche e fungine il paziente infatti, che oggi è in via di guarigione, è stato intubato e ha dovuto affrontare una lunga degenza. E' il segno che la stagione influenzale sarà particolarmente dura? Risponde, sui social, il professor Matteo Bassetti, Ordinario di Malattie Infettive al San Martino di Genova e presidente SITA, Società Italiana di Terapia Antinfettiva, un "cervello di ritorno" nella nostra regione, che ha scelto Genova dopo essersene allontanato e aver passato un lungo periodo proprio a Udine, dove il caso di influenza è stato rilevato.

“Se questi sono i segnali, con una prima diagnosi già alla fine di settembre, e se si ripeterà lo scenario che ha interessato l’Australia e altre parti del mondo, andremo incontro a una stagione influenzale particolarmente aggressiva, con circolazione di virus influenzali molto diversi, H3N2, come nel caso in questione, H1N1, virus B", dichiara il professore. "Questo caso suggerisce che la forma influenzale, anche se non dovesse avere numeri straordinari come quelli dell’inverno 2017-18, può colpire anche le persone sane e rafforza il messaggio che la vaccinazione antinfluenzale deve essere universale perché non esiste categoria di soggetti risparmiata dalle potenziali complicanze dell’influenza”.

Rincara il messaggio il prof Bassetti ricordando, sulla sua pagina Facebook, come la stessa SITA nel suo ultimo congresso abbia evidenziato l’importanza di coinvolgere nella campagna vaccinale tutta la popolazione. Non solo dunque chi è considerato a rischio (a cui il vaccino è somministrato gratuitamente) come gli over 65, i piccoli sotto i due anni e le persone immunodepresse.

Ricorda Bassetti: "Mediamente, meno di un italiano su 4 si protegge con la copertura vaccinale antinfluenzale. Il vaccino, con un costo di soli 15 euro per tutti i cittadini non a rischio, oltre a proteggere dalle complicanze dell’influenza, comporta un risparmio per il Servizio sanitario in termini di ricoveri e riduce il ricorso ad antibiotici".

A Parma, il 25 settembre, era stato isolato il primo virus influenzale di stagione da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di pediatria generale e d'urgenza. Ma intanto, prima dell'ingresso vero e proprio dell'epidemia influenzale le cosiddette forme parainfluenzali in questo inizio d'autunno hanno già messo a letto 150 mila persone in tutta Italia.

Il 14 ottobre è cominciata la sorveglianza epidemiologica per la stagione influenzale 2019-2020 attraverso il sistema Influnet dell'Istituto superiore di Sanità. L'Organizzazione mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 riportano il 75 per cento come obiettivo minimo perseguibile e il 95 per cento come obiettivo ottimale negli ultra 65enni e nei gruppi a rischio.

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