Indagine CNA su energia e PMI: bollette ancora in aumento per tre piccole imprese su quattro
di R.P.
2 min, 5 sec
È quanto emerge dall'indagine "Energia e piccole imprese", realizzata dalla CNA nazionale su un campione di imprese appartenenti a diversi settori produttivi
L'energia è diventata una componente strutturale della competitività delle micro e piccole imprese. Non soltanto per il livello dei prezzi, ma soprattutto per la loro volatilità, che rende più difficile programmare l'attività e sottrae risorse agli investimenti. È quanto emerge dall'indagine "Energia e piccole imprese", realizzata dalla CNA nazionale su un campione rappresentativo di imprese associate appartenenti a diversi settori produttivi.
Secondo la rilevazione, il 78,2% delle imprese considera preoccupanti per la propria attività le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici. Soltanto il 7,1% non ravvisa particolari motivi di preoccupazione.
Il costo dell'energia incide in misura rilevante sull'attività dell'84% delle imprese: il 39,1% lo considera molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante. La questione energetica, quindi, non riguarda più soltanto i comparti tradizionalmente energivori, ma attraversa ormai l'intero sistema delle micro e piccole imprese.
A preoccupare è soprattutto la persistenza del fenomeno. Nell'ultimo anno, per l'86,7% delle imprese è aumentato il livello di allarme legato ai costi energetici. Le aspettative trovano conferma nelle bollette. Il 76,5% delle imprese dichiara di aver registrato un aumento della spesa energetica nell'ultimo semestre. Quasi due imprese su tre, tra quelle interessate dagli aumenti, hanno quindi sostenuto rincari superiori al 10%.
L'effetto principale è la riduzione della marginalità aziendale: soltanto il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti, mentre il 2,7% ha dovuto ridurre la produzione o i servizi offerti.
"L'indagine di Cna a livello nazionale dimostra che la crisi energetica non può più essere affrontata come un'emergenza temporanea -. Commenta il Presidente di CNA Liguria Gianluca Gattini -. Le piccole imprese continuano a pagare bollette più elevate ma, nella maggior parte dei casi, non hanno la forza contrattuale per trasferire gli aumenti sui prezzi. Assorbono i rincari riducendo i margini e, di conseguenza, le risorse disponibili per investire, innovare e creare occupazione. La politica energetica deve riconoscere la specificità del sistema produttivo italiano e prevedere strumenti realmente accessibili alle micro e piccole imprese. Servono maggiore trasparenza del mercato, misure capaci di ridurre l'esposizione alla volatilità dei prezzi e interventi strutturali, non provvedimenti episodici adottati soltanto nelle fasi di emergenza" conclude il Presidente di CNA Liguria Gattini.
Per la CNA è necessario superare una politica energetica affidata prevalentemente a interventi congiunturali. L'energia influenza ormai la redditività, le decisioni di investimento e le prospettive di crescita delle imprese. Garantire condizioni di approvvigionamento competitive e prevedibili deve diventare, pertanto, una componente centrale della politica industriale.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Caro-energia, Confcommercio lancia l’allarme: "Servono interventi immediati"
19/09/2026
di R.C.
Energia, inflazione al 3,3%: costo della vita in rialzo
18/09/2026
di R.S.
Energia, Sertori (Regione Lombardia): "Idroelettrico settore strategico"
18/09/2026
di R.S.
Ambra Compute, la startup italiana che porta l’AI dove c’è energia
17/09/2026
di R.S.

