Inchiesta plusvalenze, la sentenza: prosciolti tutti i club e i dirigenti

di Edoardo Cozza

Erano coinvolti anche Genoa e Sampdoria, per cui erano state chieste ammende, e i rispettivi dirigenti e amministratori che erano a rischio inibizione

Inchiesta plusvalenze, la sentenza: prosciolti tutti i club e i dirigenti

Tutti prosciolti: l'inchiesta plusvalenze, che vedeva coinvolte Juventus, Napoli, Genoa, Sampdoria, Empoli, Pro Vercelli, Pescara, Pisa, Parma e le vecchie società di Chievo e Novara, non porta a nessuna condanna né per i club, né per i dirigenti e amministratori che erano stati deferiti. 

"Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha prosciolto tutte le società, i dirigenti e gli amministratori dei club che erano stati deferiti dalla Procura Federale per avere contabilizzato nelle relazioni finanziarie plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti a quelli consentiti dai principi contabili. Le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni" si legge nella nota rilasciata dalla Federcalcio.

Per il Genoa erano stati chiesti 320.000 euro di ammenda e le seguenti inibizioni per dirigenti e amministratori: Enrico Preziosi, Giovanni Blondet: 6 mesi e 10 giorni; Alessandro Zarbano: 10 mesi e 15 giorni; Diodato Abagnara: 6 mesi e 10 giorni

Per la Sampdoria la richiesta della procura federale era l'ammenda di 195.000 euro e le seguenti inibizioni: Massimo Ienca: 8 mesi e 20 giorni; Massimo Ferrero: 12 mesi; Antonio Romei: 7 mesi; Paolo Repetto, Gianluca Tognozzi, Giovanni Invernizzi, Paolo Fiorentino: 8 mesi; Giuseppe Profiti, Enrico Castanini, Gianluca Vidal, Adolfo Praga: 6 mesi e 20 giorni.

Alla fine, però, tutte le richieste della procura federale sono state respinte.