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Il premier Conte: "Vaccinazione obbligatoria anticovid? La escludo"

di Redazione

"Entro aprile arriveremo a vaccinare almeno 10 milioni di italiani". E sulla scuola: "Il 7 gennaio superiori in presenza con il 50% degli studenti"

Conferenza stampa di fine anno per il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, in diretta da Villa Madama. Dopo un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime della pandemia covid e a tutte le persone scomparse nel corso del 2020, il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Verna ha ricordato le scomparse di Diego Armando Maradona, Paolo Rossi, di Kobie Briant per lo sport o quelle di Gigi Proietti, Ennio Morricone ed Ezio Bosso nella musica e nello spettacolo, di Sergio Zavoli nel giornalismo. Verna ha poi fatto il punto della situazione dell'informazione in Italia: "La democrazia non cresce senza una vera indipendenza dei giornalisti - ha detto Verna - ma la polverizzazione dell'editoria ha creato nuovi poveri. La rivendicazione di un equo compenso è pietra angolare del nostro lavoro e quel che si sta finora facendo è troppo poco. I giornalisti sono i soli professionisti che, soprattutto quando lavorano da autonomi, hanno un cliente che è di gran lunga il più forte dei contraenti. Devo definire scandalosi alcuni trattamenti economici per alcune prestazioni giornalistiche. Siamo poi preoccupati nella situazione drammatica in cui versa l'Inpgi. Ora e per il futuro, cito l'articolo 38 della Costituzione che prevede l'assicurazione generale per garantire la pensione ad ogni cittadino. Lo Stato ha l'obbligo di vigilare e lo ha fatto. Auspichiamo soluzioni politiche rapide per individuare la garanzia pubblica. Questa è la strada giusta e per questo l'Ordine ha fatto appello al Presidente della Repubblica. L'Inpgi rappresenta un unicum nel panorama previdenziale, è il solo ente privatizzato sostitutivo dell'Inps". Il presidente del Consiglio ha poi affrontato tutti i principali temi sollevati dai giornalisti presenti in sala.

RECOVERY PLAN: "Servono corsie preferenziali e percorsi accelerati - ha detto Conte,  Vorrei andare in consiglio dei ministri già nei primi giorni di gennaio. I giorni di festa non valgono. Dopo la bozza tecnica, ora dobbiamo fare una sintesi politica urgente". L'orizzonte temporale è metà febbraio: "Entro metà febbraio penso alla presentazione finale del documento. Siamo perfettamente in sintonia con l'indirizzo politico della commissione Von der Leyen. Ci ha permesso di esprimere forza sul preogetto del Next Generation Eu. Non possiamo rinunciare a questa occasione storica e il governo non deve disperdere il suo patrimonio di credibilità. Non possiamo permetterci di galleggiare e operare in questo clima di azione sospesa. Tutti saremo chiamati ad assumerci le rispettive responsabilità".

CRISI DI GOVERNO: "Bisogna agire in modo trasparente - ha risposto - e confrontarsi in modo franco. Io non ho sfidato Salvini. Ho evitato che una crisi si consumasse nel chiuso di un Parlamento o di un salotto. Fin quando ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi. Tutti i protagonisti di questi passaggi si assumeranno le loro responsabilità". E sul rapporto con Renzi e Italia Viva: "Gli ultimatum non mi appartengono, come diceva Aldo Moro, non sono ammissibili in politica. Io sono al di fuori di questa logica, sono per il dialogo e il confronto per trovare una sintesi per il bene del Paese. Un'altra cosa che non mi appartiene è distogliere l'attenzione dalla programmazione del futuro per una campagna elettorale".

VACCINI: "Lo farei subito, ma rispetterò l'ordine di priorità. Ci sono tutte le premesse affinchè l'Italia si possa dimostrare all'altezza di questa grande sfida, sarà un piano vaccinale senza precedenti. In primavera inoltrata, non credo prima di aprile, dovremmo completare la fase 1 del piano vaccinale, quando avremo raggiunto 10 milioni di vaccinati. Escludiamo la vaccinazione obbligatoria, ma contiamo di raggiungere una buona percentuale di popolazione anche su base facoltativa".

RIAPERTURA SCUOLE: "Scuola e trasporti pubblici sono integrati. Le prefetture hanno avuto il mandato di coordinare soluzioni flessibili, città per città, paese per paese. Abbiamo investito 3 miliardi per sostituire la flotta dei bus e 390 milioni per favorire il noleggio di mezzi privati. Io auspico che il giorno 7 le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con la didattica in presenza al 50%".