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Genova, ristoratori in coro: "Felici di aver riaperto, ma perché a cena chiusi?"

di Gregorio Spigno

"Lavorare solo a pranzo non può andare bene per il futuro. Da quando c'è stata la riapertura, tutti i ristoranti di Genova sono pieni"

Domenica di riaperture e ripartenze, quella odierna, a Genova.

Dopo il passaggio da zona arancione a zona gialla della settimana scorsa, che ha permesso ai gestori di poter tenere aperti i propri locali almeno per gli orari del pranzo, siamo andati a sondare l'umore dei ristoratori.

Soddisfatti per un parziale ritorno alla normalità, non mancano però alcuni appunti nei confronti del Governo: polemica sull'apertura a pranzo ma tassativa chiusura a cena, e c'è pure chi teme che il fantasma della zona arancione tornerà a concretizzarsi nel giro di una settimana.

"Riprendere a vivere più o meno normalmente è fondamentale - ha detto Vinelli dell'Hostaria Ducale -. Lavorare solo a pranzo non può andare bene per il futuro. Da quando c'è stata la riapertura, tutti i ristoranti di Genova sono pieni: la gente ha voglia di uscire, è contenta e scambia i pranzi con le cene. Se la godono, anche se la normalità dovrebbe essere il contrario: pranzo leggero e cena con amici. Noi ci aspettiamo di riaprire, anche perchè il virus non ha orari, non è che a cena infetta e a pranzo no. Non ha senso. Tutti stanno facendo tanto, ma ci vuole un cambio di rotta dal Governo".

Dello stesso avviso Danilo Scala del Ristorante San Giorgio: "Sono felice della riapertura a pranzo, rappresenta un piccolo bombolino d'ossigeno. Io di natura sono pessimista, per cui credo che dal 14 febbraio si torni in zona arancione: c'è troppa gente in giro, locali e supermercati troppo affollati. Noi abbiamo un locale grosso con tavoli distanziati, ma siamo stati ridimensionati. Aprire anche di sera sarebbe un'altra boccata d'ossigeno. I pochi ristori che abbiamo ricevuto li abbiamo subito investiti in pagamenti, affitti, che non si fermano, stipendi di dipendenti e fornitori. Abbiamo fatto grandi sacrifici".