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Giornata mondiale delle emoticon: i genovesi cliccano baci, sorrisi e cuori

di Anna Li Vigni

Tra le faccine desiderate quella del "sospiro di sollievo", dell'ottimismo e la "sorpresa contenta"

Il termine Emoji deriva dal giapponese e vuol dire pittogramma. 

La prima faccina è stata creata a fine anni Novanta da Shigetaka Kurita che lavorava per un’azienda di telecomunicazioni. Da allora, il loro numero è cresciuto a dismisura. Nel 2022 il numero delle emoticon presenti raggiungerà quasi quota 3.500.

Ai genovesi piacciono sorrisi, baci e cuoricini.

Si cliccano nei messaggi tra marito e moglie, amici e colleghi di lavoro. In questo anno e mezzo di chiusure, la comunicazione con i messaggi è stata importante e molte persone che prima non sapevano usare il cellulare o il computer si sono fatte istruire da figli e nipoti per imparare ad utilizzare tutti i tipi di messaggistica per tenere vivi i contatti. Le faccine sono un mezzo ausiliario e spesso ancora più esplicativo ma sintetico di esternare un'emozione e un sentimento. 

Mancano la faccina dell'ottimismo e della sorpresa contenta che in questo periodo sono nei desideri della gente.