Genova, una "squadra d'assalto" per combattere il disagio giovanile nel centro storico

di Marco Innocenti

Sedi fisse in punti strategici (Porto antico, via Pre' o giardini Luzzati) e una task force itinerante per intercettare giovani e ragazzi

Un bando da 75 mila euro che mira a creare una task force per combattere il disagio giovanile nel centro storico. Si tratta di un'iniziativa di educativa partecipata e di strada che rientrerà nel più ampio progetto Caruggi e che prevede di raccogliere progetti da associazioni del terzo settore in grado di intercettare ragazzi e giovani fra i 10 e i 35 anni direttamente nei luoghi tipici di aggregazione come le piazzette e i locali del centro. L'azione sarà portata avanti in sedi stabili al porto antico, in via Pre' o nei pressi dei Giardini Luzzati ma anche da una vera e propria task force itinerante che si sposterà nelle varie zone del centro storico.

"Crediamo fortemente che la rigenerazione e il rilancio del Centro Storico passino anche dai servizi alle persone - spiega l'assessore al centro storico, Paola Bordilli - in particolare per le fasce sociali più fragili che in questo periodo d'emergenza rischiano di pagare il prezzo più alto. Supportare giovani e bambini nell'apprendimento scolastico, in attività educative, di aggregazione sana e socialità è indispensabile per prevenire la nascita di nuove marginalità e per migliorare la partecipazione e qualità della vita di tutti i cittadini e delle famiglie che vivono e lavorano nel centro".

"L’educativa partecipata – spiega il consigliere delegato alle Politiche Sociali, Mario Baroni – si fonda sul coinvolgimento di chi vive ogni giorno sul territorio e delle associazioni per creare percorsi efficaci di tipo educativo, prevenzione dei disagi in particolare giovanili, di accesso ai servizi, all’inclusione scolastica e lavorativa. Nel Piano del Centro Storico, la parte socioeducativa ricopre un ruolo importante, come testimonia anche la previsione di stanziamento di risorse per oltre 16,6 milioni di euro. Per gli interventi socioeducativi abbiamo coinvolto, in tavoli di confronto, le tutte le realtà presenti e sono emerse proposte innovative tra cui l’educativa partecipata o di strada che prevede anche il coinvolgimento di soggetti calati nelle realtà di disagio come parti attive di un percorso educativo rivolto ai più giovani. Questo è il primo bando rivolto ai minori e ai giovani del centro storico, ma ne seguiranno altri anche per anziani e disabili".