Genova, la protesta dei lavoratori Tim: presidio davanti alla prefettura e manifestazione in piazza Corvetto

di Marco Innocenti

In Liguria l'azienda conta poco meno di 800 dipendenti: "Lo spacchettamento della rete rischia di portare a centinaia di licenziamenti"

Genova, la protesta dei lavoratori Tim: presidio davanti alla prefettura e manifestazione in piazza Corvetto

Sono scesi in piazza per dire no allo spacchettamento dell'azienda. Sono i lavoratori di Tim, l'azienda di telecomunicazioni che negli ultimi anni ha conosciuto una crisi senza precedenti, pur mantenendo ad oggi la bellezza di 42mila dipendenti, 800 dei quali in Liguria, 400 solo a Genova. L'ipotesi di riorganizzazione dell'azienda passava da un Memorandum firmato nel 2020 dall'allora governo Conte che prevedeva la costituzione di una società unica con Open Fiber, con Tim che avrebbe mantenuto il 51% ma oggi quel piano sembra definitivamente superato dall'ipotesi di spacchettamento, anche se qualcuno parla più di spezzatino. Uno sciopero nazionale, che ha portato in tutte le piazze d'Italia i lavoratori dell'azienda e che, a Genova, ha visto il presidio davanti alla prefettura e un mini-corteo intorno alla rotonda di piazza Corvetto

"Vogliamo dire un forte no allo scorporo della rete - dice uno dei lavoratori sotto le insegne della Cgil - perché creerebbe una conseguenza disastrosa per tutti i lavoratori e per l'indotto. Ci sarebbero poi ripercussioni anche sulla qualità e la fruizione della rete da parte degli utenti. La pandemia ci ha dimostrato come il diritto alla connessione sia diventato come un diritto di cittadinanza. Lasciare al solo mercato il controllo di un'infrastruttura così importante sarebbe un grave errore. I passi che si vogliono fare adesso porterebbero allo spacchettamento della rete e, di conseguenza, l'azienda ad essere più piccola sul mercato".

"Siamo contro al piano che è stato presentato - raccontano due lavoratori iscritti a Fistel Cisl - Sono scelte sbagliate, anche alla luce di questo particolare momento storico, di grave crisi internazionale". 

"Si rischia uno spezzatino di aziende con il rischio che gli esuberi in Italia arrivino oltre le 8mila unità - spiega Roberto Costa, segretario regionale Uilcom Liguria - E questa è una situazione che noi non possiamo accettare, specialmente in un'azienda come Tim che in questo periodi di pandemia ha garantito che il paese andasse avanti grazie allo smartworking. Uno smantellamento poi che verrebbe fatto solo per interessi finanziari".