Genova, Ferrante: "Sulla sicurezza di ponti e impalcati Comune lasciato solo dalla Regione"

di Redazione

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Genova, Ferrante: "Sulla sicurezza di ponti e impalcati Comune lasciato solo dalla Regione"

GENOVA - «Non possiamo accettare lezioni, né tantomeno speculazioni politiche, sul tema, delicatissimo, della sicurezza degli impalcati e dei ponti cittadini. Ad oggi, il Comune di Genova ha fatto tutto il possibile e anche di più, peraltro solo ed esclusivamente con risorse proprie, per rispettare le scadenze dettate dalle Linee guida nazionali per i controlli sulle infrastrutture. Regione Liguria, sempre pronta a rimpallare le responsabilità, continua a non rispettare le promesse fatte nel tavolo in Prefettura dello scorso gennaio, accampando ogni sorta di giustificazione pur di non contribuire alle spese sostenute dalla nostra Amministrazione per le attività di controllo sulle nostre infrastrutture. Una grave mancanza di rispetto per Genova e per i suoi cittadini».

Lo dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Opere strategiche e infrastrutturali del Comune di Genova, Massimo Ferrante.

«A Genova ci sono 679 tra ponti, viadotti e impalcati stradali di competenza comunale. Un numero enorme: basti pensare – spiega Ferrante – che in una città come Roma se ne contano circa 400. I risultati delle ispezioni condotte da 0, lo ricordo, dalla nostra Amministrazione, sul patrimonio infrastrutturale cittadino, attraverso un lavoro di altissimo livello organizzato e realizzato da un pool tecnico specializzato, con pochi eguali a livello nazionale, ci raccontano una situazione che non si può non definire preoccupante. Infatti, oltre il 50% di tutti i ponti e i viadotti cittadini sono stati inseriti in una classe di attenzione alta o medio-alta».

«Consapevoli dello stato di profonda vetustà della nostra rete infrastrutturale – racconta l’assessore – fin dal primo giorno abbiamo messo al centro della nostra azione la sicurezza delle infrastrutture cittadine. Sapevamo di non potercela fare da soli. Per questo, nel gennaio 2026, insieme alla sindaca Salis, nel tavolo riunito in Prefettura con Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale e Autostrade per l’Italia abbiamo chiesto risorse dedicate per finanziare la realizzazione delle ispezioni, il primo step di controllo delle infrastrutture previsto dalle Linee guida nazionali in materia. In quella sede, Regione aveva promesso lo stanziamento di 5 milioni di euro complessivi per ispezioni e monitoraggi. Un impegno che ad oggi non è ancora stato onorato, giustificando tale inerzia con il fatto, più volte ribadito dai diretti interessati e in particolare dall’assessore regionale alle Infrastrutture, che per beneficiare di tali fondi dovremmo prima presentare dei progetti».

«Parole che non stanno in piedi, come il collega dovrebbe sapere o, più probabilmente, fa finta di non sapere. Infatti – sottolinea Ferrante – come si può pensare di sviluppare un progetto senza avere prima l’esito puntuale dei monitoraggi, che ricordo essere il secondo passaggio previsto dalle Linee guida nazionali e che vengono eseguiti attraverso il posizionamento di sensori i quali impiegano mesi per dare dati reali?».

«Al di là di questo, il tema dirimente è un altro: ci sono 108,5 milioni di euro di fondi Aspi come ristoro per il crollo del ponte Morandi. Una parte cospicua di questi fondi è stata destinata al maxi-piano di digitalizzazione della mobilità cittadina. Non solo il Comune ha portato avanti, con grande senso di responsabilità, il progetto Movyon, ma ha rispettato, come per i 4 Assi, le scadenze fissate al 30 giugno, con l’obiettivo di portare a termine questi lavori per garantire il funzionamento ottimale del progetto. A questo punto, restano circa 40 milioni di euro che il Comune chiede di poter destinare ai monitoraggi. Soldi che, lo ricordo, sempre nella riunione in Prefettura, il presidente di Regione aveva bloccato, vincolandoli alla messa a terra degli interventi sulla mobilità smart cittadina. Questi interventi – ricorda Ferrante – sono in una fase avanzata di realizzazione e, a questo punto, non possono più essere il pretesto per bloccare un finanziamento essenziale per il piano di messa in sicurezza infrastrutturale cittadina».


«La collaborazione interistituzionale – avvisa l’assessore – è imprescindibile per risolvere i problemi dei cittadini. Per questo, voglio ringraziare Autorità di Sistema Portuale che proprio pochi giorni fa, con grande generosità e nel rispetto degli impegni assunti nella già citata riunione in Prefettura, ci ha girato, attraverso Aspi, 4 milioni di euro dei 75 che le spettano in base all’accordo di risarcimento post-crollo, contribuendo attivamente aumentare sicurezza e integrità delle nostre infrastrutture».


«Insomma – conclude Ferrante –: la verità è che il Comune di Genova, finora, è stato lasciato praticamente da solo in una battaglia campale che incrocia contemporaneamente la vita delle persone, la sicurezza delle infrastrutture e il futuro della città. Auspichiamo che presto, al nuovo tavolo in Prefettura, tutti i soggetti coinvolti diano il via libera allo stanziamento di questi 40 milioni di euro, vitali per mettere in sicurezza la città».

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