Genova, "Expo Trame del Futuro": progetti innovativi per coniugare tessile e sostenibilità

di d.b. - s.g.

Le realtà selezionate hanno messo in mostra le proprie iniziative

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    Nelle giornate di domenica 16 e lunedì 17 marzo il Genova Blue District ha ospitato "EXPO Trame del Futuro", evento conclusivo del progetto "C-City – Genova Città Circolare: tessile sostenibile", un'iniziativa del Comune di Genova e Job Centre srl, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo. Un approccio alla produzione di tessuti e abbigliamento che prende in considerazione l‘intero ciclo di vita del prodotto.

    Sono state selezionate attraverso la CALL EXPO "Trame del futuro" varie realtà che hanno presentato progetti innovativi per coniugare tessile e sostenibilità e rendere anche l'industria della moda meno inquinante. Ne abbiamo incontrate tre differenti, tra le molte presenti nelle sale di via del Molo, in rappresentanza di tre approcci significativi all'economia circolare in questo specifico ambito.

     

    Il processo della lana - "Il nostro è un progetto collettivo, quindi è rigenerativo anche in termini di pratiche relazionali - ci spiega Virginia Devoto, referente della "Filiera Gentile di Puglia" -  oltre che di pratiche produttive. E' sostenibile perché la lana è una fibra naturale che ha un ciclo di vita infinito: si può rigenerare e ha un processo non inquinante, dato che non ha bisogno di essere creata dalla sintesi. La natura la genera tutti gli anni e tutti gli anni le pecore si devono tosare. L'economia è circolare, è importante che torni ad esserlo in maniera autentica e questo dipende dalla nostra consapevolezza. Tutto circola tra di noi, i saperi, le informazioni e le conoscenze".

     

    Indovina la fibra - Abbiamo poi incontrato Paolo Ghezzo, ricercatore nell'area multilab della filiale "Centrocot", con il quale abbiamo parlato della funzione del suo progetto e i suoi obiettivi: "Studiamo tutte quelle che sono le soluzioni possibili, trasferibili all'industria artistica, e non solo, per aiutare il contesto produttivo ad andare verso la sostenibilità dell'economia circolare. Multilab è legato a tutte le aree tematiche di sostenibilità e riciclo, abbiamo fatto studi su diversi tipi di tessile, partendo dalle cinture di sicurezza arrivando a trasformarle in vari prodotti finiti dimostrandone la riciclabilità". Allo stand di Centrocot, le persone sono invitate a partecipare a un gioco, "Indovina la fibra", dove si può provare l'esperienza di vedere e toccare con mano un campione preso da una reale campagna di selezione di abiti a fine vita.

     

    Filiera corta - Allo stand dell'atelier "Daphné Sanremo", abbiamo intervistato Barbara Borsotto, figlia della fondatrice, che ai nostri microfoni ha descritto così la sua attività: "Con mia sorella portiamo avanti questo atelier grazie ad un team al femminile. Lavoriamo tessuti sostenibili come cotone organico, fibra di ginestra, orange fiber (ottenuta dallo scarto delle bucce d'arancio) e fibra di legno. Il nostro core business oggi sono i foulard".

    Borsotto conclude sottolineando come il vero Made in Italy sia fatto dalle botteghe artigiane come la loro: "Noi non possiamo acquistare tessuti da paesi come la Cina, ma facciamo filiera corta con prodotti interamente sul territorio italiano, siamo molto attenti a questo".

     

     

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