Genova, ex Ilva: lunedì otto ore di sciopero dopo la minaccia di licenziamento a un operaio

di Redazione

La Rsu: "Inaccettabile che l'azienda riversi i problemi di sicurezza sui lavoratori. Contestiamo questa gestione scellerata". Nel pomeriggio incontro fra le parti dal prefetto

Genova, ex Ilva: lunedì otto ore di sciopero dopo la minaccia di licenziamento a un operaio

I lavoratori dell'ex Ilva in sciopero, dopo la minaccia di licenziamento che pende su un lavoratore in seguito all'incidente alle bobine di latta di qualche giorno fa.

L'assemblea di stamani ha deciso la mobilitazione: "E’ inaccettabile - si legge in una nota della Rsu - che questa azienda riversi i problemi di sicurezza sui lavoratori. Contestiamo questa gestione scellerata con l’invio di un pesantissimo provvedimento disciplinare ad un lavoratore del TAF 2"
Per queste ragioni lunedì 2 maggio dalle ore 7 è stato proclamato uno sciopero generale di otto ore.

Nella nota si specifica che sono compresi anche i reparti zincatura e quelli di Ilva in amministrazione straordinaria.

 Il coordinatore della Rsu Armando Palombo ricorda: "Quel macchinario aveva problemi da tempo tanto che era uno dei 40 punti indicati nella memoria che abbiamo consegnato al Prefetto e in un verbale di una riunione sulla sicurezza del 9 dicembre 2021 l'azienda si era impegnata a sostituirlo".

"Lunedì vogliamo dare un segnale forte e chiaro ad Acciaierie d'Italia con lo sciopero e il corteo perché non è accettabile che l'azienda dia la colpa ai lavoratori di tutti problemi legati alla sicurezza". Lo dice in una nota Nicola Appice, coordinatore rsu Fim Cisl Liguria. "Non sono stati fatti investimenti - conclude Appice - gli episodi continuano e c'è solo il silenzio da parte di chi dovrebbe invece fare qualcosa di concreto a tutela della sicurezza dei lavoratori".

Sempre lunedì, ma alle 16, il prefetto Renato Franceschelli ha convocato il tavolo congiunto con azienda e sindacati sulla sicurezza dopo i diversi incidenti delle scorse settimane tra cui quello che aveva portato allo stop temporaneo della linea di produzione della banda stagnata a causa delle prescrizioni imposte dalla Asl all'azienda e che ora quest'ultima imputa invece al lavoratore.