Genova, delitto freccia, amico vittima: "L'assassino voleva togliere la punta"
di Redazione
"Gli ho detto chiaro 'lascialo si devono chiamare i soccorsi'. Ho pensato che volesse togliergli il pezzo per nasconderlo"
"Scalco ha provato a togliere la punta solo per nasconderla". E' quanto ha detto in aula Werner Luna Ayala, l'amico di Alfredo Javier Romero Miranda, l'operaio ucciso un anno fa con una freccia scoccata da Evaristo Scalco nel centro storico di Genova. Ayala è stato sentito come testimone nel corso del processo in corte d'assise.
"Quella sera - ha continuato il testimone oculare - c'era stata una prima discussione perché Scalco aveva visto il mio amico che urinava nel palazzo di fronte. C'è stata una prima discussione ma noi ci eravamo scusati e la cosa era rientrata". Poi i due amici, che quella sera stavano festeggiando la nascita del figlio della vittima, avevano iniziato a bussare alla porta di casa della moglie di Ayala, facendo rumore.
"Scalco si è affacciato di nuovo, mi ha tirato qualcosa in testa. Ha urlato 'fai sempre rumore, fai sempre rumore' ma lui aveva la musica alta in casa. Abbiamo iniziato a litigare e lui ci ha detto 'vi spacco il c...' e 'stranieri di m...'. Quando ha colpito il mio amico ha iniziato a dire 'Fa male, fa male?. Io vi avevo avvisati'". Scalco è poi sceso in strada e con una pinza ha cercato di estrarre la punta. "Ha cercato di togliere il pezzo. Gli dicevo 'non toccarlo, non toccarlo'. Lo dicevano in tanti. Pensavo che toccandolo avrebbe aggravato la situazione, gli faceva male. Gli ho detto chiaro 'lascialo si devono chiamare i soccorsi'. Ho pensato che volesse togliergli il pezzo per nasconderlo. Perché una persona che sta male e sanguina non puoi salvarla togliendo il pezzo con una pinza. Secondo me voleva nasconderlo".
In mattinata è stato sentito anche Luciano Boselli, vicino di Scalco. "Ho sentito del vociare, la situazione era esasperante come accade spesso, mi sono alzato e mi sono affacciato, ho visto un uomo colpito da una freccia. Ho chiamato i soccorsi, credo di essere stato il primo. C'erano molte persone, ho visto Scalco che soccorreva il ferito, l'altro lo strattonava. Scalco era l'unico che soccorreva, gli altri fotografavano e filmavano".
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