Domenica 11 Ottobre 2026

Cronaca

Genova, bancarotta fraudolenta: GdF sequestra immobili da Pratonevoso all'Elba per oltre 5,5 milioni

di R.C. ·

Genova, bancarotta fraudolenta: GdF sequestra immobili da Pratonevoso all'Elba per oltre 5,5 milioni

I sigilli sono stati posti a 17 unità immobiliari tra appartamenti, box, cantine e magazzini a Genova, Moneglia, Prato Nevoso e all'Isola d'Elba

 I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Genova - gruppo tutela economia - sezione reati societari e fallimentari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente nei confronti degli amministratori di una società già operante nel commercio all'ingrosso di caffè, emesso dal Riesame del Tribunale di Genova per un importo pari a oltre 5,5 milioni di euro.
    I sigilli sono stati posti a 17 unità immobiliari (foto diffuse dalla GdF) tra appartamenti, box, cantine e magazzini a Genova, Moneglia, Prato Nevoso (Cuneo) e all'Isola d'Elba (Livorno). Sequestrati conti correnti e quote societarie di una società a responsabilità limitata.
    Il provvedimento di sequestro, adottato nei confronti degli amministratori pro-tempore della società genovese, è stato emesso sulla base di articolate investigazioni economico-patrimoniali coordinate dalla Procura di Genova.Tra i reati contestati anche l'indebita percezione di fondi pubblici.

Tra il 2020 e il 2022 avrebbero percepito finanziamenti pubblici per cinque milioni e mezzo di euro, fra quelli introdotti dallo Stato per aiutare le aziende durante l'emergenza Covid, nascondendo tuttavia il reale stato delle perdite e del patrimonio netto negativo dell'azienda, la Cice srl, società genovese specializzata nel commercio all'ingrosso del caffè. E lo avrebbero fatto - sostengono gli investigatori - attraverso una falsa contabilizzazione in particolare delle rimanenze di magazzino. Per questo tre imprenditori - l'ex presidente e gli altri due membri del consiglio di amministrazione dell'azienda a cui la guardia di finanza ha sequestrato immobili per un valore equivalente di 5,5 milioni - sono indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche. I tre sono accusati anche di bancarotta fraudolenta visto che l'azienda, con sentenza del tribunale di Genova dell'autunno del 2024, è stata dichiarata fallita. Secondo l'accusa i tre avrebbero inoltre percepito importanti emolumenti nonostante, in base ai bilanci esaminati dalla guardia di finanza, l'azienda fosse in difficoltà finanziarie già dal 2014. I tre imprenditori, assistiti dall'avvocato Angelo Paone, hanno ricevuto a maggio l'avviso di conclusione delle indagini preliminari e si sono sempre difesi sostenendo di aver approvato bilanci corretti. Una prima richiesta di sequestro preventivo era stata respinta dal Tribunale del Riesame di Genova alcuni mesi fa. A breve il pm Marcello Maresca dovrebbe formulare nei loro confronti la richiesta di rinvio a giudizio.

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