Genova, 122 persone con disabilità prese in carico dal Comune per l'autonomia di vita

di R.C.

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Genova è entrata nella 2a fase di sperimentazione nazionale il 30 settembre 2025. Da allora il Comune, insieme ad Asl 3 e 4 ha attivato il Punto Unico di Accesso

Genova, 122 persone con disabilità prese in carico dal Comune per l'autonomia di vita

Sono 122 le persone con disabilità prese in carico dal Comune di Genova nel primo anno di sperimentazione del progetto "Architetti sociali" che mira a costruire un percorso di autonomia. Partendo dalle risorse e dalle aspettative delle persone con disabilità che hanno potuto accedere ai servizi sociosanitari è stato anche costruito un percorso di autonomia abitativa che ha coinvolto il 25 per cento delle persone. Sono questi alcuni dei principali risultati della prima fase di applicazione del progetto "Architetti Sociali" che mette al centro la persona con disabilità, le sue capacità, i suoi desideri e le sue scelte, superando una concezione fondata sull'«assistenza per una malattia» e affermando il diritto a una vita personalizzata costruita sulle esigenze individuali e orientata alla piena partecipazione sociale attraverso il progressivo abbattimento di ogni barriera. I dati sono stati illustrati questa mattina, a Palazzo Ducale, dall'assessora al welfare, disabilità e servizi sociali del Comune di Genova Cristina Lodi nel corso del convegno "Architetti Sociali del Progetto di Vita".

Genova è entrata nella seconda fase della sperimentazione nazionale il 30 settembre 2025. Da allora il Comune, insieme ad Asl 3 e 4 ha attivato su tutto il territorio il Punto Unico di Accesso e le Unità di Valutazione Multidimensionale, portando avanti un nuovo modello di presa in carico costruito attorno alla persona, alle sue capacità e alle sue aspirazioni. «I risultati di questo primo anno dimostrano che il cambiamento è già concreto - ha detto Lodi -. Il dato più importante, però, non è soltanto quello delle sessantotto persone che hanno già un progetto di vita, ma piuttosto è il metodo con cui siamo arrivati a questo risultato. Abbiamo scelto di lavorare insieme alle persone con disabilità, alle famiglie, alle associazioni, alle cooperative e ai servizi sanitari, perché nessun progetto può essere realmente efficace se viene costruito senza chi dovrà viverlo. Il passaggio dalla logica della disabilità a quella della pro-abilità non è un esercizio lessicale, è la scelta di guardare a ogni persona partendo da ciò che può fare, da ciò che desidera, non da ciò che le manca. È una scelta che la nostra Amministrazione Comunale ha fatto con convinzione ma che nessuna amministrazione può portare avanti da sola".

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