Genova, 10 mila firme al Prefetto per chiedere chiusura sedi movimenti neofascisti
di R.P.
Martedì le sottoscrizioni erano state consegnate al Consiglio comunale di Genova; oggi il passaggio in Prefettura, seguito da un presidio in largo Lanfranco
Si è conclusa oggi, con la consegna delle firme in Prefettura e il successivo presidio in largo Lanfranco, la prima fase della mobilitazione promossa a Genova per chiedere la chiusura delle sedi di movimenti di estrema destra di sospetta tendenza neofascista e la non concessione di spazi pubblici e privati a tali organizzazioni.
Sono circa 10 mila le firme raccolte negli ultimi mesi dalle realtà che hanno aderito alla mobilitazione. Martedì scorso le sottoscrizioni erano state consegnate al Consiglio comunale di Genova; oggi il passaggio in Prefettura, seguito da un presidio in largo Lanfranco.
La raccolta è stata promossa da diverse associazioni, organizzazioni e realtà antifasciste genovesi, tra cui Anpi, CGIL, Arci, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!, CARC, Valpolcevera Antifascista, Emergency Genova, Rete dei Comitati, Music for Peace, Genova Antifascista e Partito Comunista di Unità Popolare.
Al centro della petizione c'è la richiesta di intervenire sulla presenza sul territorio cittadino di sedi riconducibili a movimenti che i promotori definiscono di matrice neofascista, chiedendo inoltre che non vengano concessi loro spazi pubblici o privati per le proprie attività.
Secondo i promotori, le migliaia di persone che hanno sottoscritto la petizione – tra giovani, studenti, lavoratori e pensionati – considerano queste sedi non semplici luoghi di aggregazione, ma spazi nei quali, a loro giudizio, vengono promosse iniziative riconducibili all'estrema destra e a una cultura di stampo neofascista.
Nel testo della mobilitazione viene inoltre denunciata la diffusione, secondo i promotori, di una narrazione caratterizzata da xenofobia, razzismo e riferimenti autoritari e nostalgici, ritenuta capace di alimentare la conflittualità sociale.
La mobilitazione, spiegano gli organizzatori, non si conclude con la consegna delle firme. Le realtà aderenti intendono proseguire con il presidio del territorio e con iniziative pubbliche promosse dalle singole associazioni e collettive, con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sui temi dell'antifascismo e della democrazia e di coinvolgere la cittadinanza.
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