Forum Salute e Sanità 4a edizione: riforma, AI e Case della Comunità al centro delle sessioni mattutine
di Chiara Manganaro
Il Forum prosegue nel pomeriggio con un approfondimento sugli scenari futuri del sistema sanitario e sul ruolo della collaborazione tra pubblico e privato
È in corso oggi all’Excelsior Palace Hotel di Rapallo la quarta edizione del Forum Salute & Sanità, appuntamento di riferimento per il confronto sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale e sull’evoluzione del sistema sanitario ligure.
Ad aprire i lavori, moderati da Roberto Rasia Dal Polo, è stato Massimiliano Monti, editore di Telenord e promotore dell’iniziativa.
«Il Forum Salute Sanità si conferma uno spazio autorevole di confronto per il futuro della sanità ligure. Ricerca, Intelligenza Artificiale e sostenibilità sono leve strategiche per costruire un sistema più solido, moderno e integrato. Come editori vogliamo accompagnare questa nuova fase con un’informazione responsabile e costruttiva. Ma sopra ogni riforma e innovazione deve restare centrale la persona: una sanità davvero moderna ha senso solo se mette il cittadino al centro»
Nel corso dei saluti istituzionali sono intervenuti l’Onorevole Matteo Rosso Membro XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Matteo Rosso: «Da medico, prima ancora che da politico, ritengo che la riforma della sanità ligure fosse necessaria dopo anni di interventi tampone. Ora però il cambiamento deve rimettere al centro l’umanità: pazienti accolti e personale messo nelle condizioni migliori per lavorare. Servono interventi concreti, anche nelle piccole cose — dalla segnaletica all’assistenza nei pronto soccorso — perché la qualità percepita nasce dall’attenzione alla persona»
Nel suo messaggio di saluto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha evidenziato l’importanza del Forum come momento di confronto sui temi strategici per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare riferimento all’innovazione, alla digitalizzazione e al potenziamento dell’assistenza territoriale. Il sottosegretario ha inoltre espresso apprezzamento per il modello organizzativo della sanità ligure, definendolo un esempio concreto di efficienza e qualità dei servizi, capace di garantire continuità assistenziale e vicinanza ai cittadini. Ha infine ribadito come innovazione tecnologica e nuovi modelli organizzativi rappresentino leve fondamentali per assicurare equità, qualità e sostenibilità al sistema sanitario.
Sono seguiti gli interventi di Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Genova, e Pierluigi Vinai, Direttore Generale ANCI Liguria.
Alessandro Bonsignore: «Il confronto è fondamentale in una fase di profondo cambiamento della sanità ligure. Come Ordine lavoriamo per garantire stabilità ai professionisti e fare da ponte tra operatori, cittadini e istituzioni, raccogliendo le esigenze del territorio. Solo attraverso un dialogo costruttivo e un lavoro di rete il sistema potrà evolvere nella direzione auspicata»
Pierluigi Vinai: «La riforma sanitaria richiede una profonda riorganizzazione territoriale, che come sistema dei Comuni stiamo portando avanti insieme alla Regione, integrando piano sociale e sociosanitario. Innovazione tecnologica e intelligenza artificiale sono strumenti decisivi per migliorare l’efficienza, ma devono affiancarsi all’umanità della cura. L’obiettivo è costruire un sistema coordinato, capace di risposte concrete e tempestive, valorizzando la storica capacità organizzativa della Liguria».
Ampio spazio è stato dedicato alla riforma del sistema sanitario regionale, con l’intervista all’Assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò che ha dichiarato: «La riforma sanitaria ligure, avviata da due mesi, sta dando segnali positivi: abbiamo riorganizzato il sistema senza intervenire sulle strutture, ma sull’organizzazione e sui servizi, avvicinando la sanità ai cittadini. I grandi ospedali si concentrano sull’alta complessità, mentre il territorio, con 30 Case della Comunità operative entro i termini ministeriali, garantisce accesso diretto al medico dalle 8 alle 20 o 24 ore su 24 nel caso delle case della comunità Hub, alleggerendo i pronto soccorso. La Liguria esprime livelli di qualità elevati, certificati dai report sugli esiti, con eccellenze riconosciute a livello nazionale. Sulle liste d’attesa siamo passati da una situazione critica, con il 60% delle priorità brevi fuori tempo, a una copertura nei tempi corretti per l’80-90% dei cittadini. L’obiettivo ora è ridurre ulteriormente le attese, migliorando appropriatezza e governo della domanda, per un sistema più efficiente ed equo».
Nel panel moderato da Maurizio Michieli hanno preso la parola i direttori generali delle principali realtà sanitarie liguri:
Monica Calamai – D.G. A.O.M.; Marco Damonte Prioli – Direttore Generale A.T.S.; Francesco Quaglia – Direttore Generale E.O. Ospedali Galliera; Renato Botti – Direttore Generale Ospedale Gaslini: Luisa Pareto – Resp. Sistema Informativo Aziendale Ospedale Evangelico Internazionale
Paolo Bordon – Direttore Generale Area Salute e Servizi Sociali Regione Liguria;
Monica Calamai: «Con la nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana stiamo procedendo con l’integrazione organizzativa, grazie anche all’efficacia dei tavoli sindacali regolarmente impostati, che ci permettono sistematicamente di portare rapidamente al consolidamento della riforma. Abbiamo avviato un piano di abbattimento delle liste d’attesa che porterà la produzione a 9.600 prestazioni settimanali, quasi il doppio rispetto all’avvio. Centrale inoltre sarà la telemedicina, soprattutto per controlli e monitoraggi, che ci consentirà di ampliare la platea di pazienti seguiti e rafforzare il contatto diretto con i cittadini».
Marco Damonte Prioli: «La sfida principale è costruire un’unica identità dopo cinque ex Asl, uniformando la risposta sanitaria su tutto il territorio ligure. La riforma ci consente di estendere le migliori pratiche e garantire equità di accesso, dall’entroterra alla costa. Centrale è la presa in carico: il cittadino deve trovare un percorso di salute, non una singola prestazione, attraverso Case e Ospedali di Comunità e una porta unica di accesso. In una regione con oltre il 36% di over 65, il sistema deve accompagnare la persona dalla prevenzione lungo tutto l’arco della vita. È un vero cambio di paradigma: è il sistema che costruisce il percorso, non il cittadino che deve cercarlo».
Francesco Quaglia:«Il Galliera deve operare in piena integrazione con gli altri ospedali dell’area metropolitana, attraverso un modello organizzativo condiviso e una governance unitaria. Sul nuovo ospedale stiamo lavorando a un approccio rivisto, dopo aver trovato nel 2023 una situazione complessa anche sotto il profilo economico-finanziario. Centrale è anche il tema dell’intelligenza artificiale: la sanità è classificata ad alto rischio e va governata nel rispetto delle norme europee e nazionali, garantendo divieto di discriminazione e un consenso informato pieno e consapevole da parte del cittadino».
Renato Botti: «Il Gaslini è pienamente coinvolto nel rafforzamento delle reti regionali e nella costruzione di protocolli uniformi, con particolare attenzione alla continuità di cura nella transizione dall’età pediatrica all’età adulta. Tuttavia resta aperto il tema della sottoremunerazione dell’attività pediatrica: le tariffe sono ferme al 2012 e non distinguono per classi d’età, nonostante le cure pediatriche richiedano maggiori risorse assistenziali e tecnologiche. Oggi registriamo uno scarto medio del 60% tra costi reali e tariffe riconosciute, un tema nazionale che va affrontato per garantire sostenibilità e qualità».
Paolo Bordon: «La riforma è un percorso di crescita che aggiorna un modello fermo agli anni ’90, preparando la Liguria – tra le regioni più anziane al mondo – alle sfide dei prossimi dieci anni. Con la banca regionale degli assistiti, 1,5 milioni di cittadini fanno oggi riferimento a un’unica organizzazione, superando la frammentazione delle cinque Asl e facilitando l’accesso ai servizi su tutto il territorio. La vera innovazione è un sistema che accentra le funzioni di governo ma garantisce prossimità: abbiamo introdotto la figura del Direttore di Area, un middle management di alto livello che collega la direzione strategica alle comunità locali. È un modello osservato anche da altre regioni, perché coniuga efficienza amministrativa e vicinanza ai cittadini. Con una squadra di 10 dirigenti garantiamo accentramento decisionale e presenza concreta nei territori».
La terza sessione dedicata a alla valorizzazione dell’innovazione nel SSN è stata affidata al Prof Elio Borgonovi, presidente CERGAS – SDA Bocconi: «Dobbiamo superare la logica dell’“o o” e adottare quella dell’“e e”: assistenza e ricerca devono procedere insieme. La tutela della salute richiede centri ad alta specializzazione per le patologie complesse e rare, ma anche una ricerca diffusa e integrata nella pratica clinica quotidiana, soprattutto sulle cronicità. Servono banche dati nazionali interoperabili e un uso avanzato dell’intelligenza artificiale, con il coinvolgimento di tutti i professionisti, non solo dei grandi hub. I trial clinici decentralizzati permettono oggi di trasformare anche le aree periferiche in nodi attivi di ricerca. Negli ultimi anni l’autonomia delle aziende sanitarie si è ridotta: è tempo di rilanciare il ruolo dei direttori generali, ampliandone la responsabilità strategica. Il modello ligure dell’azienda unica, con direttori di area come cerniera tra governance e territorio, rappresenta un’esperienza interessante per rendere più fluidi i passaggi tra indirizzo strategico e bisogni reali dei cittadini».
La sessione dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione ha visto gli interventi di Riccardo Battaglini (Liguria Digitale) e Carlo Bassanini (Coopservice), con un focus su intelligenza artificiale, interoperabilità dei dati e nuovi modelli organizzativi.
Riccardo Battaglini: «La nuova riforma consente di centralizzare i dati e i sistemi informativi, creando le condizioni per applicare l’intelligenza artificiale in modo strutturato ai processi sanitari. La vera sfida è censire, organizzare e rendere rapidamente utilizzabili i dati disponibili. Fondamentale è la formazione: senza un forte change management, l’innovazione rischia di disperdersi. Su una platea di 27.000 dipendenti occorre individuare figure chiave, formate in modo avanzato, che diventino punti di riferimento interni. Solo così la sanità digitale può tradursi in competenze diffuse e risultati concreti».
Carlo Bassanini: «L’ospedale digitale non è più un archivio statico, ma un sistema dinamico capace di evolversi in tempo reale. Dal Digital Twin al Digital Companion il passo è decisivo: dopo una prima mappatura, la manutenzione diventa semplice, si evolve con la struttura e agisce come un vero supporto alle decisioni. La digitalizzazione è la chiave per ottenere efficienza, sicurezza e una capacità di decision making fondata su dati aggiornati e integrati.»
A chiudere i lavori della mattinata è stato il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci: «Le Case di Comunità stanno già dando segnali positivi: medici pensionati hanno risposto ai bandi e molti giovani medici di famiglia hanno scelto di lavorarvi. Devono diventare il primo punto di riferimento per i cittadini, soprattutto per i casi di bassa complessità, alleggerendo i pronto soccorso. Il numero 116 117 sarà centrale per l’assistenza non urgente. L’obiettivo è una sanità più vicina e più umana, ma anche più efficiente: con l’azienda unica puntiamo a risparmiare in cinque anni tra 60 e 80 milioni di euro sui costi di back office, risorse da reinvestire direttamente nei servizi ai cittadini. Se si aggiungeranno autonomia e maggiori fondi, potremo rafforzare ulteriormente il sistema. Tutto si basa su un principio semplice: migliorare ogni giorno, lavorando insieme, per offrire un servizio migliore a parità di costo».
Il Forum proseguirà nel pomeriggio con un approfondimento sugli scenari futuri del sistema sanitario e sul ruolo della collaborazione tra pubblico e privato.
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