Edilizia ecosostenibile, il 47% vede più valore ma il mercato non decolla

di R.P.

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Tra le priorità emergono regole più chiare sull’efficienza energetica, incentivi mirati e interventi sul patrimonio edilizio esistente

Edilizia ecosostenibile, il 47% vede più valore ma il mercato non decolla

Il 47% degli operatori ritiene che la costruzione sostenibile generi più valore rispetto a quella tradizionale, ma il mercato fatica ancora a trasformare questa percezione in domanda concreta. È quanto emerge dalla quarta edizione del Barometro della Costruzione Sostenibile di Saint-Gobain, realizzato in 30 Paesi su 4.800 stakeholder e 30mila cittadini.

L’87% degli stakeholder mondiali e l’83% di quelli europei ritiene che sia necessario fare di più sulla sostenibilità. Tra le priorità emergono regole più chiare sull’efficienza energetica, incentivi mirati e interventi sul patrimonio edilizio esistente.

Secondo il rapporto, il 34% degli stakeholder chiede nuove normative per favorire l’efficientamento energetico, una priorità indicata anche dal 27% dei cittadini italiani. Il 28% degli operatori italiani punta sulla ristrutturazione degli edifici esistenti, mentre il 20% chiede maggiori aiuti pubblici ai privati.

«Il Barometro 2026 conferma che c’è un consenso forte sul valore che la costruzione sostenibile può portare al Paese», commenta Gaetano Terrasini, ad di Saint-Gobain Italia. La filiera italiana, sottolinea, è già matura su materiali, isolamento ed efficienza energetica, ma servono «regole stabili, incentivi mirati alla ristrutturazione del patrimonio esistente e programmi di lungo periodo».

Gli operatori italiani mostrano una particolare attenzione agli aspetti tecnici della sostenibilità. Il 62% indica il riciclo e il riuso dei materiali tra gli elementi chiave, contro il 58% della media mondiale. Il 65% cita le energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, mentre il 48% considera centrale il buon isolamento dell’involucro edilizio, contro il 45% globale.

L’efficienza energetica degli edifici, infine, è indicata dal 64% degli operatori italiani, confermando una forte specializzazione della filiera nazionale sulle componenti che determinano le prestazioni degli edifici sostenibili.

Un altro elemento emergente è l’adattamento ai cambiamenti climatici. La resilienza degli edifici è indicata dal 26% degli stakeholder globali, cinque punti in più rispetto al 2025, e sta entrando progressivamente nei modelli di rischio di banche e assicurazioni. Resta tuttavia più difficile da misurare attraverso indicatori comparabili con quelli utilizzati per il carbonio.

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