Disabili costretti a scendere dal treno. L'organizzatrice del viaggio: "Problemi anche sul pullman"

di Redazione

Giulia Boniardi, presidente dell'associazione Haccade, aveva organizzato una vacanza a Genova nell'ambito dell'iniziativa "Turisti per Kaos"

Disabili costretti a scendere dal treno. L'organizzatrice del viaggio: "Problemi anche sul pullman"

Avevano passeggiato a Boccadasse, mangiato la focaccia al mare, ballato nei carruggi, partecipato a sessioni di poetry slam, dato vita a flash mob: si erano goduti la loro piccola vacanza di Pasqua a Genova i 'turisti per Kaos' ospiti del progetto di vacanze per persone con disabilità cognitiva o psichica, nato nel 2011 e ampliato negli anni grazie all'associazione Haccade e alla sua presidente Giulia Boniardi.

Del polverone causato da quanto successo ieri pomeriggio, quando sono dovuti rientrare a Milano in pullman, anziché in treno, perché alla stazione di Principe la carrozza a loro riservata era già strapiena, i partecipanti "si sono accorti solo oggi, leggendo i giornali" racconta. "Trenitalia sapeva che su quel treno dovevano salire 30 persone. Quando il treno è arrivato a Principe, era strapieno, non ci sarebbe entrato nemmeno uno stecchino. Il capotreno ha provato a far uscire le persone ma non c'è stato nulla da fare". Ma L'odissea, secondo l'accompagnatrice, non è finita qui. "Purtroppo abbiamo avuto la sfortuna di incappare in un'autista poco cortese. All'arrivo a Milano Centrale, le persone sono state fatte scendere in un punto non adatto sotto il profilo della sicurezza, ma non c'è stato nulla da fare. La mia collega ha provato a farlo presente al personale di Trenitalia, ma senza ottenere risultato. Stiamo valutando eventuali azioni legali".

"Non ha senso la pretesa di far scendere dal treno delle persone  che avevano un biglietto con prenotazione come lo avevamo noi, prescindendo dalle loro esigenze: era una competenza che non spettava ai passeggeri, non era un problema risolvibile da noi clienti ma da Trenitalia" dice ancora Giulia Boniardi. "Avevamo prenotato dei biglietti su un regionale veloce dove vengono garantiti i posti, ma non con numeri assegnati, e quando il gruppo è arrivato in stazione è stato avvertito di possibili sovraffollamenti e gli è stato proposto di usare un autobus anziché un treno".

Gli organizzatori hanno preferito però non accettare l'offerta, perché il treno garantisce servizi migliori per le esigenze dei disabili. Il treno "è arrivato completamente pieno, a quel punto il capotreno - racconta la responsabile - ci ha fatto vedere qual era la carrozza a noi riservata, che era piena. Era stato chiesto ai viaggiatori di scendere ma era fisicamente impossibile perché erano tutti ammassati. A quel punto c'è stata un'escalation di nervosismo, con manifestazioni di disappunto ma - sottolinea Boniardi - nei confronti della situazione e non dei disabili. Eravamo tutti in una condizione di enorme disagio, sia i viaggiatori sul treno sia chi aspettava sulla banchina: il disagio è stato arrecato non solo a noi, ma a tutti i clienti Trenitalia, alcuni dei quali hanno manifestato sostegno nei nostri confronti. Se c'erano 30 posti prenotati andavano tutelati prima, come si fa a far andare avanti un treno con le persone stipate come sardine?".

Quello che dispiace è che "il focus è stato spostato su una tematica che non è quella da approfondire, bensì il diritto di spostamento per tutti nelle stesse condizioni, la verità è che non si è stati in grado di garantire un servizio a tutti i clienti. Trenitalia non ha garantito un servizio nelle condizioni manifestate con l'acquisto di biglietti con carte blu, sapevano che c'erano 25 disabili e 5 accompagnatori".

Anche il viaggio in pullman da Genova a Milano non è andato bene: "Si moriva prima di caldo poi di freddo - denuncia Boniardi - in stazione Centrale l'autobus si è fermato in una posizione di non sicurezza, abbiamo chiesto l'assistenza di Trenitalia e non ci è stata concessa, con i bagagli scaricati in mezzo alla strada, oltre alle 3 ore di ritardo e ai disagi arrecati alle famiglie e alle persone con disabilità per la mancanza di servizi igienici durante il viaggio".