Delitto trapano, difesa imputato: "Tracce ritrovate incompatibili con omicidio". Sentenza il 23 novembre

di R.C.

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Nella prossima udienza, il 28 ottobre, il pm Petruzziello ha chiesto di replicare ai legali di Verduci che hanno chiesto l'assoluzione

Delitto trapano, difesa imputato: "Tracce ritrovate incompatibili con omicidio". Sentenza il 23 novembre

 E' stata rinviata al 23 novembre la sentenza per il delitto del trapano. Nella prossima udienza, il 28 ottobre, la pm Patrizia Petruzziello ha chiesto di replicare ai legali di Fortunato Verduci che questa mattina hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito davanti alla giudice Martina Tosetti. La procura aveva chiesto la condanna a 30 anni.

    Secondo l'accusa il carrozziere era ludopatico e pieno di debiti e avrebbe ucciso Luigia Borrelli per rapinarla dopo averla picchiata brutalmente per poi finirla con un trapano. Per i legali Andrea Volpe ed Emanuele Canepa le tracce di sangue e dna ritrovate nel basso di vico Indoratori, che hanno portato a identificarlo e incriminarlo, sono troppo poche per conciliarle con una scena del crimine così violenta. Hanno ricordato che sull'arma del delitto, cioè sul trapano, non sono state rilevate tracce del carrozziere e che se Verduci si fosse ferito nella colluttazione certamente le sue tracce di sangue avrebbero dovuto essere mescolate a quelle della vittima.

Gli avvocati di Verduci hanno poi sottolineato come la Procura, concentrandosi unicamente sul loro assistito, non abbia riesaminato alcune vecchie piste investigative come quella relativa alla segnalazione anonima che parlava di un uomo misterioso in stato di agitazione e con gli abiti sporchi di sangue che si era presentato all'hotel Genziana la notte del delitto.

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