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Covid, lo studio dell'Iss: in Italia due persone su tre pronte a vaccinarsi

di Redazione

La percentuale sale tra gli anziani (84%), le persone più istruite sono maggiormente disposte a vaccinarsi

Due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi contro il Covid-19, la percentuale sale tra gli anziani (84%). Sono i primi risultati di un approfondimento realizzato nell'ambito delle sorveglianze Passi e Passi d'Argento, coordinate dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), nei mesi tra agosto e novembre su un campione di 2.700 intervistati, attraverso il modulo Covid. I più giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinarsi (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59%). "I risultati di questa ricerca mostrano un atteggiamento di responsabilità degli italiani", dice Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss.

"Questi dati - dice Angela Spinelli, direttrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute dell'Iss - sono preziosi e di grande supporto alle decisioni collaterali la pandemia. Anche in questo periodo di straordinaria emergenza sanitaria in cui tutte le risorse disponibili dei Dipartimenti di Prevenzione vengono convogliate sulle attività di gestione dell'epidemia di Covid-19, non dobbiamo dimenticare gli altri aspetti della salute ed è necessario rafforzare e supportare queste strutture affinché il patrimonio informativo di tali sorveglianze non si disperda e continui invece ad orientare le politiche e gli interventi di prevenzione e a monitorarne l'efficacia nel tempo".

Le persone più istruite sono maggiormente disposte a vaccinarsi (71% fra le persone con diploma di scuola superiore o laurea e 56% fra chi ha conseguito al più la licenzia media). Qualche differenza - spiega la ricerca Iss - si osserva per risorse finanziarie (69% fra chi non ha difficoltà economiche, il 63% di chi ne ha) e per genere (gli uomini sono più propensi delle donne a vaccinarsi, 74% vs 60%). Fra gli ultra 65enni la disponibilità a vaccinarsi è decisamente più alta che nel resto della popolazione: l'84% dichiara che sarebbe disposto a farlo (il 57% certamente, il 28% probabilmente) e non sembrano esserci sostanziali differenze nei sottogruppi della popolazione, si conferma che sarebbero gli uomini più delle donne (il 90% contro il 79%) disponibili a farlo.

"Questi dati incoraggiano a immaginare una buona adesione di tutta la popolazione a una eventuale campagna vaccinale contro Sars-CoV-2, anche se c'è una quota non trascurabile di adulti che riferisce di non essere disponibile a vaccinarsi (33%)", sottolinea la ricerca Iss. "È anche bene sottolineare però che si tratta - aggiunge - di dati raccolti, in gran parte, nelle settimane precedenti l'uscita delle notizie sui vaccini in produzione, quindi non si può escludere che la maggiore disponibilità di informazioni, che saranno via via disponibili, sui vaccini, sulle loro caratteristiche ed efficacia, nonché sulla commercializzazione, e le modalità con cui tali informazioni verranno veicolate non possa indurre cambiamenti nella propensione dei cittadini".