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Coronavirus: ecco come si lavora in quarantena

di Cristina Capacci

Sempre piu' utilizzato lo Smart Working per far fronte all'emergenza

Chiuse le università, sospesi gli eventi pubblici, rinviate le partite di Serie A: l’emergenza Coronavirus nel nord Italia paralizza la società, ma non il lavoro, che laddove è possibile, prosegue da casa. Sono molte le aziende che stanno ricorrendo alla pratica dello smart working.

Come viene spiegato direttamente dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si tratta di “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

"Quella del “lavoro agile” potrebbe essere la soluzione ad una situazione di emergenza , ma in realtà si tratta più di una strategia che noi a Genova protiamo avanti da già da tempo" come ci spiega Arianna Viscogliosi, avvocato nella pubblica amministrazione e divulgatrice dei temi Innovazione e Welfare.