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Cimitero Camogli, il sindaco Olivari: "Frana imprevedibile e non contenibile"

di Marco Innocenti

Il crollo era stato preceduto, nella mattinata di lunedì, da alcuni scricchiolii sospetti. Vertice con l'assessore Giampedrone

Sono circa 200 le bare finite in mare o comunque ancora seppellite sotto tonnellate di roccia dopo il drammatico crollo che ha visto sprofondare un'intera ala del cimitero di Camogli. Finora, solo 10 di queste sono state recuperate ed appena 5 quelle identificate. Dopo un lungo e affollato vertice di protezione civile, Regione Liguria e Comune di Camogli hanno alla fine individuato 3 azioni da mettere in campo: "La prima - spiega l'assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone - è quella di iniziare un'operazione di recupero a mare di tutto ciò che sarà recuperabile. Quella sarà un'area che diverrà ancora più off limits proprio per consentire di lavorare in sicurezza. Una condizione che non si potrà  verificare però finché non metteremo in atto anche la seconda azione cioé lo smontaggio di ciò che ancora rimane appeso dei manufatti del cimitero. La terza azione è la valutazione della stabilità di quello sperone più a levante della porzione franata che apparentemente rischia di essere molto pericoloso”.

Il Comune ha immediatamente chiuso il cimitero e delimitato l'area, transennando le zone a rischio ma, nella mattinata, molti cittadini, per lo più parenti dei defunti le cui bare sono finite in mare, si sono  radunati davanti al Municipio, per farsi sentire o anche solo per avere rassicurazioni sul destino delle spoglie dei propri cari. “Capiamo perfettamente i sentimenti di quei nostri concittadini – ha commentato il sindaco di Camogli. Francesco Olivari – e ce ne faremo carico. Devo anche dire che ci sono molte persone però che, coinvolte in questo dramma, hanno manifestato solidarietà all'operato dell'amministrazione e delle forze dell'ordine. Contiamo comunque di recuperare al più presto per recuperare le bare, sia quelle ancora sulla frana che quelle cadute in mare”.

La procura dal canto suo ha già aperto un'inchiesta, per il momento a carico d'ignoti, per frana colposa. Il crollo era stato effettivamente preceduto da scricchiolii sospetti ma nulla faceva presagire quanto poi accaduto. “La costa ligure è tutta con criticità - ha spiegato il sindaco – Noi siamo intervenuti in tutti i casi in cui sono state individuate criticità. Proprio grazie ad un recente finanziamento regionale, abbiamo messo in sicurezza la strada litoranea. Se il Belvedere non è crollato, è proprio grazie a quest'interventi. C'era poi un intervento in corso proprio in questi giorni, in un settore limitrofo. Credo che una frana di questo tipo fosse difficilmente preventivabile e comunque contenibile”.