Carcere di Imperia, il sindaco di polizia: "Detenuti parlano con l'esterno: servono apparecchi che blocchino le frequenze dei cellulari"

di Marco Innocenti

La denuncia dopo la scoperta di un pacco di droga lanciato in cortile dall'esterno e dopo il ritrovamento di una distilleria clandestina in una cella

Carcere di Imperia, il sindaco di polizia: "Detenuti parlano con l'esterno: servono apparecchi che blocchino le frequenze dei cellulari"

Lancio di droga nel cortile del carcere e una distilleria (ovviamente clandestina) all'interno di una delle celle: sono le ultime criticità riscontrate dal Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, all'interno del penitenziario di Imperia. La denuncia arriva dal segretario dell'organizzazione sindacale Michele Lorenzo.

"Nell'ambito dei controlli giornalieri di sicurezza - spiega Lorenzo - nonostante la grave e documentata carenza d'organico dell'istituto d'Imperia, in due diversi episodi è stata impedita la consegna di droga 'volata' all'interno del carcere. La consegna era avvenuta attraverso i lanci dalla strada comunale attigua al carcere, in modo che l'involucro avrebbe potuto essere prelevato dai destinatari nel cortile passeggi".

"La Polizia Penitenziaria di controllo - prosegue Lorenzo - ha notato strani movimenti ed è intervenuta, evitando che lo stupefacente arrivasse a destinazione ma è ovvio che esista un sistema di comunicazione con l'esterno. E' indispensabile bloccare le comunicazioni telefoniche clandestine, attraverso apparecchi che inibiscono le frequenze telefoniche".

Nei giorni scorsi, inoltre, in una cella è stato scoperto un alambicco artigianale e diversi chili di frutta macerata pronta per la distillazione di grappa. E' il secondo caso scoperto in pochi mesi. A inizio marzo una distilleria come quella trovata nel penitenziario di Imperia era stata individuato e sequestrata in una cella del carcere genovese di Marassi.