Aumento contagi fra i sanitari: il governo pensa a imporre l'obbligo di terza dose
di Marco Innocenti
La misura potrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri già in questa settimana
Con l'aumento generalizzato dei contagi, cresce anche il numero di casi fra gli operatori della sanità. Il governo, memore di quanto accaduto lo scorso anno, vuole correre ai ripari in tempo, per scongiurare il rischio di un nuovo lockdown e, per questo, sta valutando con attenzione l'ipotesi di rendere obbligatoria la terza dose, specialmente per chi lavora negli ospedali e nelle rsa, tanto che la misura, di cui ormai si parla da settimane, potrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri proprio in questa settimana.
Un'ascesa, quella dei contagi fra gli operatori della sanità, che prosegue ormai da troppo tempo: dai 900 casi di agosto, nel mese di novembre si è già saliti ad oltre 2.700, con una netta prevalenza di infermieri. A far propendere per un'accelerata sulla somministrazione della terza dose ai sanitari è anche la tempistica: le prime dosi furono infatti somministrate fra dicembre 2020 e febbraio 2021 e quindi, alla luce dei dati in possesso della comunità scientifica, il calo della protezione dal virus che i vaccini garantivano, sarebbe inevitabile. Facile quindi pensare che, alla fine, il governo decida di imporre l'obbligo della terza dose per tutti i lavoratori della sanità, almeno per quelli a diretto contatto con i pazienti.
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