Amt, le associazioni dei consumatori indicono lo sciopero del biglietto per l'11 giugno

di c.b.

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Amt, le associazioni dei consumatori indicono lo sciopero del biglietto per l'11 giugno

Sale la protesta contro i continui disservizi del trasporto pubblico genovese. Le principali associazioni dei consumatori hanno annunciato uno “sciopero del biglietto”, invitando gli utenti a non acquistare o non esibire il titolo di viaggio nella giornata di mercoledì 11 giugno come forma di contestazione nei confronti di Amt e delle istituzioni locali.

L'iniziativa nasce dopo mesi di criticità che continuano a colpire il servizio, tra corse soppresse, carenze di personale e problemi tecnici ai sistemi di climatizzazione, che in molti casi rendono autobus e mezzi pubblici particolarmente difficili da utilizzare durante le giornate più calde. A complicare ulteriormente il quadro resta la situazione economica dell'azienda, ancora alle prese con difficoltà nei rapporti con alcuni fornitori.

A promuovere la mobilitazione sono Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori e Sportello del Consumatore. Le associazioni sottolineano come gli utenti contribuiscano in maniera determinante al finanziamento del servizio attraverso abbonamenti e biglietti, lamentando però una scarsa attenzione alle loro richieste.

Secondo i rappresentanti dei consumatori, la decisione di arrivare a una protesta così forte è maturata dopo la mancata risposta a una richiesta di confronto urgente avanzata nei confronti del vicesindaco di Genova e dei vertici di Amt. Da qui la scelta di rilanciare una forma di mobilitazione già sperimentata nel capoluogo ligure nel 2010.

Parallelamente, le associazioni stanno preparando un esposto all’Antitrust, contestando all'azienda una presunta pratica commerciale scorretta per il mancato rispetto degli standard previsti dal contratto di servizio. L'obiettivo è ottenere verifiche e, se necessario, eventuali provvedimenti sanzionatori.

I promotori respingono inoltre le accuse di populismo, sostenendo che il protrarsi dell'emergenza dimostrerebbe l'assenza di interventi efficaci a tutela dei cittadini. Ricordano anche di aver manifestato disponibilità a discutere una rimodulazione temporanea degli orari, purché all'interno di un percorso condiviso con tutte le parti coinvolte, comprese le organizzazioni che rappresentano l'utenza.

Le associazioni parlano apertamente di disobbedienza civile, pur consapevoli che lo “sciopero del biglietto” non costituisce una forma di protesta riconosciuta dalla normativa vigente. Chi verrà trovato senza un regolare titolo di viaggio, infatti, rischierà le previste sanzioni amministrative.

Nel frattempo si guarda alla metà di giugno, quando l'introduzione dell'orario estivo dovrebbe contribuire ad alleggerire almeno in parte le criticità del servizio. Alcuni comuni dell'area metropolitana, come Sant'Olcese, hanno già adottato soluzioni alternative, attivando servizi di navetta privati per garantire i collegamenti essenziali destinati a lavoratori e studenti.

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