Amiu, lavori di manutenzione su una pressa: disagi nella raccolta in diversi quartieri
di R.C.
Cassonetti pieni, proteste dei cittadini e un sistema sotto pressione: la gestione dei rifiuti sta attraversando una fase complessa, segnata da criticità strutturali, scelte organizzative e imprevisti tecnici. È questo il quadro con cui si confronta Amiu, mentre in diverse zone della città si moltiplicano le segnalazioni di disservizi.
Negli ultimi giorni, in particolare tra domenica e lunedì, la raccolta ha subito rallentamenti evidenti in quartieri come la Valpolcevera, Sestri Ponente, Oregina e San Fruttuoso. Alla base dei disagi, secondo il direttore generale Roberto Spera, c’è stato un intervento di manutenzione più lungo del previsto su una pressa dell’impianto GeAm, utilizzata per la compattazione dei rifiuti. Il fermo prolungato ha provocato la saturazione delle aree di stoccaggio temporaneo, tra cui l’ex Dufour di corso Perrone e il sito della Volpara, mettendo in difficoltà l’intero ciclo di raccolta. La situazione ha iniziato a migliorare già dal martedì, ma ha evidenziato ancora una volta la fragilità del sistema, fortemente dipendente dal corretto funzionamento di ogni singolo passaggio.
A complicare il quadro si aggiungono problemi cronici, come la carenza di impianti di trattamento e di spazi adeguati per lo stoccaggio. Non mancano inoltre indiscrezioni – non confermate ufficialmente – su possibili difficoltà anche nel trasporto dei rifiuti verso impianti fuori provincia, legate al numero di mezzi disponibili.
Le conseguenze sono visibili: ancora in diverse aree si registrano cassonetti della plastica stracolmi e rifiuti abbandonati. Una situazione che, spiegano dall’azienda, deriva dalla necessità di dare priorità alla raccolta dell’indifferenziato per recuperare i ritardi accumulati.
Sul fronte interno, pesa anche la decisione di ridurre il ricorso al lavoro straordinario, adottata per contenere i costi aziendali. Dallo scorso febbraio è stata indicata una diminuzione del 40% rispetto all’anno precedente, anche se nella pratica la riduzione risulta spesso inferiore per far fronte alle esigenze operative. Secondo l’azienda, il servizio minimo viene comunque garantito, ma vengono meno alcuni passaggi aggiuntivi.
Di diverso avviso i sindacati, che denunciano una carenza strutturale di personale. Secondo il segretario regionale di Fiadel, Umberto Zane, il mancato ricambio dei lavoratori andati in pensione, unito al taglio degli straordinari, sta inevitabilmente peggiorando la qualità del servizio. Inoltre, dalle segnalazioni raccolte, in molti casi lo straordinario sarebbe stato quasi del tutto sospeso.
In vista di eventi straordinari, come l’Adunata nazionale degli Alpini prevista dall’8 al 10 maggio, l’azienda ha programmato l’assunzione anticipata di 35 lavoratori stagionali a partire dal 4 maggio, che resteranno in servizio fino a metà settembre. A questi si aggiungeranno ulteriori inserimenti per il periodo estivo, per un totale stimato intorno al centinaio di contratti a termine.
Parallelamente, resta aperta una questione delicata che riguarda i contributi previdenziali di molti dipendenti assunti prima del 2002, anno in cui l’azienda è passata da municipalizzata a società per azioni, con il trasferimento dall’Inpdap all’Inps. Per circa 800 lavoratori sarebbero emerse anomalie nei versamenti contributivi, con conseguenti ritardi nelle pratiche pensionistiche, una cinquantina delle quali risultano attualmente bloccate.
Secondo quanto emerso da un incontro tra sindacati, Inps, Confindustria e vertici aziendali, il problema sarebbe di natura burocratica, legato alla trasmissione dei dati tra i due enti previdenziali, e non a mancanze economiche. Tuttavia, in assenza di una soluzione definitiva, resta alta la preoccupazione tra i lavoratori coinvolti. È stata quindi prevista l’attivazione di un tavolo di monitoraggio per seguire l’evoluzione della situazione e individuare una soluzione condivisa.
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